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Mastoplastica additiva con grasso o protesi?

L’aumento del volume delle mammelle femminili è sicuramente la chirurgia estetica più richiesta in assoluto.

Ancor più oggi, essendo una delle parti del corpo su cui i nostri tempi pongono maggiormente attenzione.

Ciò spinge molte donne a volerlo migliorare o, per le meno fortunate, “crearlo” da quasi nulla.

Ma cosa scegliere per aumentarne il volume? Mastoplastica con grasso o con protesi? O magari entrambe? Vediamolo insieme.

Mastoplastica additiva: l’evoluzione del volume.

Oggi quando si vuole aumentare il seno, solitamente ci si trova a scegliere tra due soluzioni: protesi o grasso corporeo. Ma la storia della Mastoplastica ci racconta di moltissimi materiali usati. Spesso con i peggiori esiti.

Vediamo brevemente come si è evoluta la chirurgia al seno e cosa si è utilizzato per aumentarne la grandezza.

  • La prima Mastoplastica additiva risale alla fine del 19 secolo, 1895 per la precisione. Il dott. Czerny  per ridare volume ad un seno deformato dall’asportazione di un fibroadenoma, utilizzò un lipoma del fianco della paziente. Quindi in qualche modo, questo primo chirurgo intuì come del grasso autologo potesse essere utile. Purtroppo però, la sua idea non venne approfondita e si continuò in tutt’altra direzione.
  • Fino agli anni 60 poi la medicina provò ad utilizzare veramente molti materiali per incrementare il volume quali, per esempio, paraffina, vetro, spugna, lana, gomma, cera, resina e altro ancora. Visti gli esiti pessimi (necrosi, infezioni, reazioni allergiche) furonoi poi presto abbandonati
  • E’ infatti solo negli anni ’60 che due medici, Cronin e Gerow, ebbero la giusta intuizione: un involucro di silicone riempito con gel siliconico. Si diminuì di molto la severità delle conseguenze.
  • Da lì poi si è arrivati alle versioni attuali  esperimentando varie opzioni di forma, consistenza del gel e superficie protesica. Non senza altri tentativi intermedi di cambiare il contenuto della protesi con idrogel, soluzione salina e olio di soia.
  • Oggi comunque il contenuto di silicone è quello che si usa. La ricerca è proiettata a migliorarne le caratteristiche al fine di ottenere protesi che siano sempre più naturali  al tatto e durante i movimenti del corpo della donna.
  • Detto questo ci sono marche migliori di altre in quanto a sicurezza e performance.

Mastoplastica additiva: il volume oggi.

Fino al secolo scorso abbiamo visto che “nessuna via era restata intentata” in fatto di materiali scelti e provati. La mission era l’aumento di volume e basta. Oggi non basta più, si vuole un seno pieno ma anche naturale. Al contempo con la minore possibilità di imprevisti.

Per ottenere questo risultato si può procedere in tre direzioni: Mastoplastica con grasso, con protesi o con entrambe.

Mastoplastica con grasso

  • Il grasso autologo risulta essere una sostanza perfetta per dare volume senza incorrere in alcun tipo di imprevisto.
  • Detto così sembrerebbe già “decretato il vincitore” tra grasso e protesi, ma non è così. Il lipofilling ha anche diversi punti a sfavore. Parlando ovviamente della Mastoplastica Additiva.
    • L’intervento può essere fatto solo se la paziente ha una sufficiente quantità di grasso da utilizzare.
      • Parliamo di una quantità superiore rispetto al volume da aggiungere. Il grasso infatti, una volta prelevato, deve essere pulito prima di essere iniettato. E una volta fatto ciò solo una parte riuscirà ad attecchire. tra il 50 e 70% in media. Si hanno quindi due step di perdita parziale.
      • Nonostante si abbia la giusta quantità di grasso per procedere all’innesto, bisogna considerare che non si riesce mai ad andare oltre l’aumento di una taglia. C’è infatti un limite di volume iniettabile in una sola seduta al fine di una migliore sopravvivenza del grasso iniettato.
      • Ciò significa che, se si vuole contare solo sul lipofilling, probabilmente si dovranno fare diverse chirurgie prima di arrivare al risultato.
    • Alla Mastoplastica Additiva, si deve aggiungere una liposuzione.
      • Si hanno quindi due chirurgie in contemporanea, con un tempo chirurgico maggiore.
    • Il costo, sebben minore rispetto ad una Mastoplastica con protesi nella singola seduta, non è comunque basso. E basta fare una seconda seduta(quasi sempre necessaria) per avvicinarsi al costo della mastoplastica additiva, se non superarlo.
  • Qualche altra riflessione su questa scelta in: “Mastoplastica con grasso corporeo o lipofilling del seno? Pro e contro”.

Mastoplastica con protesi

  • La protesi è lo stato dell’arte per l’aumento di seno. Oggi ve ne sono di molte marche, forme e composizioni. Ognuna con le proprie specifiche. Nella mia pratica quotidiana uso, però, solo “Motiva”. Qui ti spiego perchè: “Protesi al seno: le migliori marche per risultati naturali”.
  • La protesi sebbene sia la scelta maggiormente fatta, ha sia pro che contro.
    • Sono attualmente la soluzione che dura maggiormente nel tempo.
      • Seppur subiscano usura come qualsiasi prodotto, arrivando anche alla rottura. Per questo la scelta del materiale di riempimento diviene importante. Se il gel è coesivo, nonostante la rottura della protesi, tenderà a non disperdersi nelle aree limitrofe. Rimane ovvio che, accaduto ciò vadano comunque sostituite. Al contrario la loro durata può essere anche ben oltre i 10 anni. Approfondisci con: “Sostituzione protesi al seno: ogni quanto si cambiano?”.
    • A oggi danno un risultato piacevole e naturale, nonchè personalizzato. Per questo però, la scelta del chirurgo e le sue preferenze sono essenziali. Ti consiglierei:“Chirurgia estetica del seno: come ottenere un risultato naturale”.
    • Sono comunque corpi esterni, possono quindi creare delle reazioni da parte del nostro organismo.
      • La più comune è la contrattura capsulare. Più tipica in alcune marche rispetto ad altre altre. La superficie nanotesturizzata di Motiva ne riduce in modo drastico l’incidenza.
    • Il costo è maggiore rispetto all’innesto di grasso, ma il risultato nettamente superiore in quanto a consistenza e durata .

Mastoplastica con protesi e grasso

  • Esiste anche la possibilità di unire le due tecniche per un risultato ancora più naturale. Si chiama Mastoplastica Additiva Ibrida o Composita.
  • La protesi dà il volume, ma può essere più piccola in quanto il grasso aiuta col volume mancante.
    • Ciò significa un seno più leggero. A parità di volume, il grasso pesa meno del silicone.
    • Ma anche uno strato aggiuntivo a nascondere la protesi. Pertanto un risultato più naturale, essendo essa più coperta e quindi meno visibile.
    • C’è bisogno di una quantità di grasso minore, quindi è estendibile anche alle donna con riserve adipose più limitate.
  • Racchiudendo due chirurgie, il tempo e il costo sono superiori, ma certamente anche il risultato.

Mastoplastica additiva con grasso o protesi? Il mio consiglio

La Mastoplastica additiva, come tutte le chirurgie, mira a essere definitiva. Proprio per questo, sconsiglio alle mie pazienti il solo uso di grasso, meno efficace nel creare il volume aggiuntivo, come abbiamo visto.

Preferisco l’utilizzo delle protesi sole o al più con l’aggiunta di grasso, ma solo per ottimizzare il risultato.

Per avere maggiori informazioni sull’aumento di seno: “Scopri la Mastoplastica Additiva” oppure chiamami per un appuntamento, ti spiegherò la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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