
Come si costruisce un chirurgo
Come si costruisce un chirurgo
Sono cresciuto in Lombardia. Nessuna tradizione medica in famiglia, nessun percorso tracciato.
La medicina l'ho scelta con convinzione, senza modelli da seguire. Una direzione precisa in un contesto in cui nessuno te la indica.
Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Milano nel 1995.

L'eccellenza non si trova restando fermi
L'eccellenza non si trova restando fermi
Dopo la laurea sapevo una cosa con certezza: l'Italia non era il posto dove formarsi ai livelli che avevo in mente.
Nel 1997 mi sono trasferito in Inghilterra, dove ho iniziato a costruire le fondamenta della chirurgia generale e plastica. Una parentesi a Johannesburg, in Sudafrica, mi ha esposto a una varietà di casi clinici che difficilmente avrei incontrato in Europa. Un contesto diverso, per certi versi estremo, che allarga la visione e affina l'occhio clinico in modo che nessun corso o manuale può replicare.
Ma la svolta vera è arrivata nel dicembre 2000, quando sono stato ammesso alla Scuola del Professor Ivo Pitanguy a Rio de Janeiro.
Pitanguy non era semplicemente un chirurgo. Era il punto di riferimento mondiale della chirurgia plastica ed estetica per oltre mezzo secolo. Formarsi con lui significava accedere a un metodo, a una visione, a uno standard che pochi al mondo hanno avuto il privilegio di apprendere direttamente dalla fonte.
Ci sono rimasto tre anni. Nel dicembre 2003 ho ottenuto la Specializzazione in Chirurgia Plastica ed Estetica.
Quegli anni non mi hanno dato solo tecnica. Mi hanno dato la consapevolezza che in chirurgia estetica la mediocrità non è un'opzione.

Il ritorno in Europa e l'inizio della professione
Il ritorno in Europa e l'inizio della professione
Nel gennaio 2004 ho avviato la mia attività privata in Inghilterra come chirurgo plastico, dedicandomi da subito alla chirurgia estetica. Ci sono rimasto quindici anni.
Non è stata una scelta di transizione. È stato il cuore della mia attività: volume, casistica, standard clinici. Il mercato britannico della chirurgia estetica è tra i più esigenti d'Europa e lavorarci per oltre un decennio ha costruito qualcosa che non si acquisisce altrimenti.
Nel tempo ho progressivamente riportato parte del mio lavoro in Italia, a Milano. Oggi Milano è il centro della mia attività.
C'è un momento nella carriera di ogni professionista in cui un incontro cambia tutto.
Il mio è avvenuto in Inghilterra, durante i primi anni di formazione. Ho conosciuto due chirurghi italiani di raro valore: il Dr Giulio Gherardini e il Dr Paolo Cajano. Sono stati loro a indicarmi la strada verso la Scuola di Pitanguy. Senza quell'incontro, quella porta probabilmente non si sarebbe aperta.
È il tipo di debito professionale che non si salda. Si onora continuando a fare il lavoro nel modo giusto.

Cosa significa scegliere il chirurgo giusto
Cosa significa scegliere il chirurgo giusto
Scegliere un chirurgo estetico è una delle decisioni più importanti che puoi prendere per te stessa/o. Non si tratta di scegliere un prezzo. Si tratta di scegliere chi metti nelle condizioni di cambiare qualcosa di permanente sul tuo corpo.
Io mi sono formato con il Professor Ivo Pitanguy che è stato per oltre cinquant'anni il punto di riferimento mondiale della chirurgia plastica ed estetica. Non è un dettaglio biografico. È la base su cui è costruita ogni singola decisione che prendo in sala operatoria.
Ho eseguito oltre 10.000 interventi come primo operatore. Questa non è una statistica: è la differenza tra un chirurgo che conosce la tecnica e un chirurgo che ha sviluppato il giudizio clinico che si acquisisce solo con migliaia di casi reali.
Il mio standard è uno solo: che ogni paziente esca dalla sala operatoria con il risultato migliore che la sua anatomia consente. Non di più, non di meno.
Chi sono e chi non sono
Chi sono e chi non sono
Sono un chirurgo che opera solo quando le aspettative del paziente sono realisticamente raggiungibili. Questo significa che a volte dico di no. Non per mancanza di interesse ma per rispetto verso di te e verso il mio lavoro.
Sono un chirurgo che considera il post-operatorio parte integrante del percorso, non un optional. Sono raggiungibile dopo l'intervento perché quello che succede nelle settimane successive alla sala operatoria determina il risultato finale quanto la tecnica chirurgica stessa.
Non sono il chirurgo più economico che puoi trovare. Non ho nessun interesse a esserlo.
Non sono il chirurgo giusto per chi ha deciso il budget prima di capire cosa vuole davvero. Non sono il chirurgo giusto per chi cerca una soluzione rapida senza affrontare seriamente il percorso.
Sono il chirurgo giusto per chi ha capito che su certe decisioni non si tratta.
Associazioni ed organi professionali
Associazioni ed organi professionali
Associazione Italiana Chirurgia Plastica ed Estetica (AICPE)
Membro Associazione Ex-Alunni Pitanguy (AExPi)







