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Protesi seno spostata: ecco perchè si muove

Protesi al seno si muove? Ecco cosa fare

Il miglioramento chirurgico del seno è sicuramente la chirurgia estetica più conosciuta e più richiesta.

Quando una donna entra nel mio studio insoddisfatta del proprio seno, può voler agire su di esso in tre modi: ingrandirlo, rimpicciolirlo o rassodarlo.

Per una rapida carrellata sulle diverse soluzioni ti suggerisco di consultare l’area del mio sito:“Interventi di chirurgia plastica al seno”.  Qualora volessi invece avere una conoscenza più ampia ed esaustiva, ti invito a leggere il mio libro:“Mastoplastica Moderna”. Puoi scaricarlo gratuitamente.

In questo articolo vorrei parlarti della Mastoplastica additiva, anzi di una potenziale complicanza: la protesi seno che si muove.

Mastoplastica additiva, perchè non è sempre “perfetta”?

Come spesso accade quando si affronta un intervento chirurgico, tutta l’attenzione è sui vari aspetti della chirurgia in sè. Si tende a interessarsi poco di quello che succede una volta usciti dalla sala operatoria.

E’ errato pensare che una volta fatto l’intervento il risultato sia “acquisito”. C’è sempre un periodo di stabilizzazione e definizione dello stesso. Durante tale lasso di tempo potrebbero presentarsi alcune complicanze. Le quali sono in genere risolvibili anche se, talvolta, con un  intervento di revisione. Di cosa si tratta? Quando è necessario? Ti lascio un articolo che ti darà le giuste risposte:“Il ritocco in chirurgia estetica: cos’è?”.

La correzione del seno per aumentarne le dimensioni è tra le chirurgie che maggiormente si sono evolute nel tempo.

  • Cercando di minimizzare il dolore, il tempo chirurgico, quello di guarigione e anche le complicanze.
  • Avvalendosi di tecniche, tecnologie, strumenti e ausili sempre più biocompatibili e meno invasivi.

Ciò nonostante ci sono altre variabili da considerare:

  • il corpo umano, che non è mai totalmente prevedibile.
  • Talvolta i pazienti che non sempre sono disciplinati nel seguire le indicazioni date nel post operatorio.
  • Certamente c’è da considerare un altro “fattore umano”: l’operatore. Il quale, a volte, non si esprime in modo impeccabile in fase di pianificazione della chirurgia oppure sul tavolo operatorio.  Ti ricorderei qua che, nonostante sia la paziente a dover esprimere i propri desideri, è poi il chirurgo a doverli “elaborare”. Indirizzando la paziente alla scelta più adatta per posizione, tipo e dimensione delle protesi. Questo ausilio è il cuore della chirurgia. Vorrei dedicarvi un piccolo paragrafo per poi arrivare a capire perchè le protesi seno possono migrare.
    • Su come attuare la scelta corretta per quanto riguarda il chirurgo ti vorrei lasciare qualche mio suggerimento:“Come scegliere il chirurgo plastico? I 5 fattori da considerare”.
    • Un altro fattore che molto ti può dire di chi ti opererà è la visita. Come prima cosa si dovrebbe stabilire spontaneamente una sorta di intesa “empatica” col professionista. Le informazioni poi dovrebbero essere chiare, complete ed esaustive. E, soprattutto, dovrebbero essere ben spiegate anche le possibili complicanze, perchè sono un’eventualità. In questo articolo vado più in dettaglio sul il mio approccio durante questo importante momento:“Intervento Mastoplastica Additiva: come funziona la visita?”.

Le protesi

Di loro si può dire che siano cambiate abbastanza nel tempo. L’idea alla base è sempre stata quella di portarle a essere  una reale estensione del corpo femminile. Progettate per essere il meno invasive possibile, non percepibili e quindi non visibili. Insomma  soprattutto per dare un effetto naturale.

Vediamone meglio le principali caratteristiche.

Ma la protesi può muoversi? E se sì, perchè?

Certamente, la protesi al seno si può muovere. Ed entro certi limiti è pure normale.

Tuttavia, quando tale movimento è troppo spiccato, esso potrebbe portare la protesi a ruotare. Oppure addirittura ribaltarsi o dislocarsi eccessivamente.

  • La rotazione di per sè non ha particolari conseguenze, se non con le protesi a goccia.
    • Semplicemente, una protesi tonda (e quindi anche l’ ergonomica), se ruotasse su se stessa, non causerebbe alcun cambiamento al seno.
    • Al contrario una protesi a goccia, quindi con una forma ovale, se ruota cambia la forma del seno. E quindi pone la  necessità di reintervenire. Differenza, questa, non di poco conto.
  • La dislocazione è invece un problema più importante e può interessare tutti i tipi di protesi. Con più frequenza riguarda le protesi a superficie liscia o nanotesturizzata. Ma, pur in misura minore, anche quelle macrotesturizzate. La protesi in questo caso può muoversi in modo eccessivo. Ecco allora che potrebbe ribaltarsi. Oppure scendere troppo in basso o lateralizzarsi. Generando, in ogni caso, una alterazione della forma della mammella.

Come evitare?

La ragione alla base è una tasca di alloggiamento più grande di quello che dovrebbe essere. Ciò avviene principalmente per 2 motivi:

  1. La tasca è stata confezionata troppo generosamente dal chirurgo rispetto al reale volume della protesi. In questo caso i problemi di cui sopra tendono a manifestarsi abbastanza precocemente.
  2. La tasca protesica si è allargata nel tempo. Cosa che può avvenire naturalmente. E’ infatti, in parte, un processo fisiologico dovuto allo stiramento dei tessuti sotto il peso della protesi. Da aggiungere però che tale cambiamento  può essere notevolmente “velocizzato” se non si applica la giusta forma di compressione nelle settimane post-chirurgia. E se non si usa il reggiseno (anche di notte) con regolarità a seguire. Puoi trovare più informazioni a riguardo nei seguenti due articoli: “Fascia o Reggiseno per il Post Mastoplastica Additiva?”    e  “Reggiseno post mastoplastica, per quanto tempo utilizzarlo?”.

Come risolvere?

Quando la protesi seno si muove troppo liberamente la soluzione è una sola: la chirurgia di revisione.

  • Consiste nel ridurre il volume interno della tasca di alloggiamento.
  • La manovra chirurgica in questione è chiamata  Capsulorrafia. Consiste nel restringimento dello spazio in cui è alloggiata la protesi. Di norma lo si fa con dei punti interni posizionati lateralmente e/o inferiormente. In questo modo si costringe la protesi a rimanere nella corretta posizione, non avendo più spazio extra per muoversi.
  • Occasionalmente può dover essere  necessario “rivedere” il volume della protesi usata.
  • Solitamente l’intervento è incluso nel costo pagato per la prima chirurgia.

Di seguito ti lascio un articolo che parla dell’ “intervento di revisione” più diffusamente:“Intervento di Mastoplastica Additiva Secondaria”.

Una protesi al seno che si muove o che si sia spostata è una complicanza della mastoplastica additiva. Come in ogni chirurgia, ne esistono ovviamente anche altre. Non tutte, comunque, necessitano di un reintervento. Ti lascio a seguire qualche articolo in merito in modo che tu possa fartene un’idea:

Concluderei dicendoti dire che la Mastoplastica additiva è una chirurgia che ci dà ottimi risultati nella quasi totalità dei casi. Gli interventi di revisione sono circa il 2/3% sul totale. Una percentuale molto bassa, dunque. Ma anche se si dovesse far parte di questa ristretta cerchia di persone, la soluzione c’è.

Se sospetti o sai che la protesi seno si muove eccessivamente e la vedi spostata, non attendere, contattami, valuteremo insieme la giusta via da intraprendere.

 

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