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Orecchie a sventola: intervento o esistono davvero dei rimedi naturali?

Le cosidette “orecchie a sventola”, o ventola, sono un comune inestetismo che si nota già dai primi giorni di vita del bambino. Si differenzia dagli altri interventi di chirurgia estetica poiché lo si può curare e sistemare già dalla tenera età.

La soluzione principale risulta essere la chirurgia. Ma prima di ricorrerci ci si può affidare a soluzioni efficaci e non invasive che però richiedono prontezza nell’individuare il problema.

In alcune situazioni particolari, insomma, la correzione delle orecchie a sventola può essere un semplice rimedio naturale. La maggioranza però non può beneficiare di questa opzione. Vediamo perchè iniziando prima ad analizzare l’intervento per le orecchie a sventola.

Eliminare le orecchie a sventola chirurgicamente.

Intervento di Otoplastica classica

L’otoplastica può correggere

  1. la sporgenza del padiglione auricolare,
  2. la dimensione del lobo.

Ma non la grandezza del padiglione stesso.

E’ un intervento piuttosto semplice e abbastanza duttile. Può infatti essere svolto in anestesia locale, con o senza sedazione, oppure in anestesia generale e dura circa un’ora.

  • Consiste sostanzialmente nel ripiegare all’indietro il padiglione auricolare attuando un’incisione sulla piega posteriore dell’orecchio.
  • Talvolta parte della struttura cartilaginea può essere rimossa se molto abbondante.
  • Come abbiamo detto, talvolta si può presentare la necessità di ridimensionare anche il lobo per armonizzare l’orecchio nel suo insieme. In merito ti consiglio: “Lobi delle orecchie allungati? La chirurgia estetica può aiutare”.
  • Con l’otoplastica, come per tutte le chirurgie si avrà una piccola cicatrice, ma poco o per nulla visibile poiché nascosta nella piega che naturalmente si crea tra cranio e padiglione e, nel caso di ritocco del lobo, una minima cicatrice aggiuntiva visibile inizialmente, ma che tende a sbiadirsi molto bene nel giro dei primi mesi.
  • Il risultato estetico è immediato e sarà visibile alla rimozione del primo bendaggio che solitamente avviene dopo 24-48 ore.

Per ottimizzare la guarigione e fissare la nuova forma, la settimana successiva si deve portare una fascia elastica per coprire il padiglione auricolare per 24 ore al giorno. Passato questo primo periodo, la fascia può essere abbandonata nelle ora diurne, ma deve essere sempre messa la notte per almeno un mese ancora.

  • I punti vengono rimossi dopo 12-14 giorni,
  • il ritorno alla quotidianità è molto veloce, bastano solo alcuni giorni di riposo, ovviamente considerando un ritmo di vita moderato.
  • Per lo sport o per un ritmo di vita sostenuto, bisogna attendere 2-3 settimane.

Otoplastica mini-invasiva: la clip metallica

Ecco un intervento per le orecchie a sventola poco aggressivo, ideale per chi vuole una invasività minima e ritorno all’attività lavorativa immediato. Ma con un problema limitato alla piega dell’antielice (orecchio sporgente soprattutto in alto).

Ha infatti due difetti:

  1. Non apporta una modifica definitiva alla struttura cartilaginea.
  2. Come dicevo, può solo correggere la piega dell’antielice. Qualora ci fosse un eccesso della cartilagine della conca (la maggioranza dei casi), tale tecnica permetterebbe solo un miglioramento parziale.  La cartilagine sarebbe infatti più piegata posteriormente, ma solo nella metà superiore. Nella metà inferiore rimarrebbe sporgente.

Quindi il suo uso deve essere molto selezionato onde evitare di dare false aspettative.

Otoplastica laser

Ormai da diversi anni l’utilizzo del laser è entrato a far parte della medicina sia per curare,  per modificare una struttura anatomica, sia per incidere.

Possiamo dire che in alcuni interventi, otoplastica compresa, potrebbe trovare un’applicazione. Tuttavia è da capire se ne valga veramente la pena visto che la normale cicatrice chirurgica è tipicamente impercettibile.

infatti il laser nell’otoplastica:

  • si va solamente a sostituire al bisturi, quindi è usato per incidere,
  • non va ad eliminare i tagli, al contrario di quello che molti pazienti pensano.
  • Ne segue che le cicatrici si avranno comunque e molto simili al bisturi poiché il diametro del taglio che la luce del laser esegue e’ esattamente lo stesso di un bisturi.

Rimedi naturali per le orecchie a sventola

Fasce compressive

Eccoci a rimedi non chirurgici o naturali per correggere le orecchie a sventola. Come accennavo all’inizio, che stiamo parlando di una modalità di trattamento che trova la sua area di applicazione in una fetta molto ristretta e selezionata della popolazione.  Sto parlano dei neonati.

  • Perchè possa funzionare è necessario che il problema venga individuato con una certa tempestività.
  • Cosa per nulla scontata visto che nei giorni dopo la nascita difficilmente si presta attenzione ad un dettaglio estetico che in quel momento ha una rilevanza nulla.
  • Eppure solo in quei giorni si può godere di un vantaggio enorme.
  • Infatti,  subito dopo la nascita quando, la cartilagine è ancora molto malleabile e modificabile. Quindi c’è ancora la possibilità di utilizzare specifiche fasce che comprimono l’orecchio avvicinandolo al cranio. In modo che la crescita del padiglione sia obbligata in quella posizione e la sua forma finale possa esserne influenzata.

Su questo tema ti propongo anche: “Intervento orecchie a sventola per bambini: quello che devi sapere”.

Se invece  il problema viene individuato (o si inizia a considerarlo come tale) più tardi nel corso della vita , si possono utilizzare specifici cerotti che uniscono padiglione auricolare e testa, ma la loro azione di miglioria estetica è semplicemente temporanea poiché la cartilagine ritorna nella posizione originaria una volta rimossi tali cerotti.

Per maggiori informazioni sulla correzione delle orecchie a sventola: “Scopri tutto sull’Otoplastica” oppure contattami per un consulto.

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