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Orecchie a sventola: intervento o esistono davvero dei rimedi naturali?

Le cosidette “orecchie a sventola”, o ventola, sono un comune inestetismo che si nota già dai primi giorni di vita del bambino. Si differenzia dagli altri interventi di chirurgia estetica poiché lo si può curare e sistemare già dalla tenera età.

La soluzione principale risulta essere la chirurgia, ma prima di ricorrerci ci si può affidare a soluzioni efficaci e non invasive che però richiedono prontezza nell’individuare il problema.

Eliminare le orecchie a sventola chirurgicamente: l’otoplastica.

Otoplastica classica

L’otoplastica può correggere la sporgenza del padiglione auricolare e le dimensione del lobo, ma non la grandezza del padiglione stesso.

E’ un intervento piuttosto semplice e abbastanza duttile. Può infatti essere svolto in anestesia locale, con o senza sedazione, oppure in anestesia generale e dura circa un’ora.

Consiste sostanzialmente nel ripiegare all’indietro il padiglione auricolare attuando un’incisione sulla piega posteriore dell’orecchio, talvolta parte della struttura cartilaginea può essere rimossa se molto abbondante. Come abbiamo detto, talvolta si può presentare la necessità di ridimensionare anche il lobo per armonizzare l’orecchio nel suo insieme.
Con l’otoplastica, come per tutte le chirurgie si avrà una piccola cicatrice, ma poco o per nulla visibile poiché nascosta nella piega che naturalmente si crea tra cranio e padiglione e, nel caso di ritocco del lobo, una minima cicatrice aggiuntiva visibile inizialmente ma che tende a sbiadirsi molto bene nel giro dei primi mesi.

Il risultato estetico è immediato e sarà visibile alla rimozione del primo bendaggio che solitamente avviene dopo 24-48 ore. Per ottimizzare la guarigione e fissare la nuova forma, la settimana successiva si deve portare una fascia elastica per coprire il padiglione auricolare per 24 ore al giorno. Passato questo promi periodo, la fascia può essere abbandonata nelle ora diurne, ma deve essere sempre messa la notte per almeno un mese ancora.

I punti vengono rimossi dopo 12-14 giorni, ma il ritorno alla quotidianità è molto veloce, bastano solo alcuni giorni di riposo, ovviamente considerando un ritmo di vita moderato.Per lo sport o per un ritmo di vita sostenuto, bisogna attendere 2-3 settimane.

Otoplastica mini-invasiva: la clip metallica

Ideale per chi vuole un intervento dall’invasività minima e ritorno all’attività lavorativa immediato. Ma con un problema limitato ad uno sviluppo ridotto della piega dell’antielice (orecchio sporgente soprattutto in alto).

Ha infatti due difetti: non permette una modifica permanente alla cartilagine auricolare ma, ancora più importante, può solo correggere la piega dell’antielice. Qualora ci sia un eccesso della cartilagine della conca (la maggioranza dei casi) , tale rimedio permette solo un miglioramento parziale, con una cartilagine più piegata posteriormente ma solo nella metà superiore. La metà inferiore rimane sporgente. Quindi il suo uso deve essere molto selezionato onde evitare di dare false aspettative.

Otoplastica laser

Ormai da diversi anni l’utilizzo del laser è entrato a far parte della medicina, sia per curare, sia per modificare, sia per incidere. Anche se in un campo ampio e vario come la medicina, non si può dare un verdetto assoluto sulla superiorità di una tecnica piuttosto che un’altra. Possiamo dire che per alcuni interventi, otoplastica compresa, si può avere un’applicazione.
Il laser utililizzato non è lo stesso per tutti i campi e i tipi di intervento. Nell’otoplastica, si va a sostituire al bisturi, quindi è usato per incidere e non va ad eliminare i tagli, al contrario di quello che molti pazienti pensano. Ne segue che le cicatrici si avranno comunque e molto simili al bisturi poiché il diametro del taglio che la luce del laser esegue e’ esattamente lo stesso di un bisturi.

Fasce compressive

Rimedi non chirurgici e realmente efficaci non sono così semplici da trovare. Le fasce per neonati sono una soluzione molto particolare.

Infatti se il problema è individuato con una certa tempestività, ovvero nei giorni subito dopo la nascita quando la cartilagine è ancora molto malleabile, c’è la possibilità di utilizzare specifiche fasce che comprimono l’orecchio avvicinandolo al cranio. In questo modo la crescita del padiglione è obbligata e la sua forma può essere influenzata.

Se il problema viene individuato più tardi, si possono utilizzare specifici cerotti che uniscono padiglione auricolare e testa ma la loro azione è semplicemente estetica, nessuna miglioria potrà essere ottenuta, poiché la parte è pienamente formata e non potrà cambiare.

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