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Mastopessi e consigli per il Dolore post-operatorio

Prima però…Cos’è la Mastopessi?

  • La Mastopessi rientra nella famiglia delle Mastoplastiche, ovvero delle chirurgie dedicate al seno femminile.
  • La sua funzione primaria è quella di risolvere un seno sicuramente svuotato, ma soprattutto sceso. Potremmo dire simile ad una borsa vuota, o più professionalmente con una ptosi mammaria. Per chiarire ed approfondire il concetto, ti proporrei di leggere:“Intervento di Mastopessi può correggere la ptosi mammaria?”.
  • Le cause di questo problema, come detto nella intro, sono sostanzialmente tre:
    1. Età che avanza. Tutto il nostro corpo, con l’avanzare del tempo tende a risentire sempre più della forza di gravità che “tira verso il basso”.  A questo si aggiunge una fisiologica perdita di idratazione ed elasticità della pelle che fatica a sostenere i volumi che la riempiono.
      • Ne approfitto per dire che più una massa è pesante, più subisce tale forza. Questo per dire che seni abbondanti, soprattutto se rifatti, velocizzeranno questa discesa.
    2. Una o più gravidanze. Questo magnifico momento porta con se una sfida veramente difficile per il corpo femminile che per adattarsi tende a perdere spesso l’equilibrio delle sue diverse parti. Non di rado, infatti sono neo mamme a chiamarmi per un aiuto. Ti spiego le principali richieste e le loro soluzioni in questi articoli;“Mommy Makeover: gli interventi dopo il parto” e “I 3 trattamenti estetici per il Corpo dopo una gravidanza”.
    3. Una importante perdita di peso. Sebbene la situazione sia differente, le motivazioni sono simili a quelle dei due punti precedenti. Pelle che ha perso elasticità a causa dell’aumento iniziale importante dei volumi, poi venuti a mancare durante il dimagrimento.
  • Le varianti di base sono due:
    1. Mastopessi semplice. Mira a ridare proporzione al seno.
    2. Mastopessi d’aumento. Vuole anche aggiungere del volume, solitamente rappresentato da una protesi di piccole dimensioni.
    3. Per approfondirne le differenze e valutarne una eventuale scelta ti consiglio:“Mastopessi con protesi o senza protesi? I pro e i contro”.

Chirurgia…e dopo?

Eseguita la Mastopessi, il chirurgo ha fatto il suo lavoro. A questo punto non può che vigilare sul percorso di guarigione e guidare la paziente.

Questa chirurgia dura circa 2/3 ore e si viene dimessi in giornata. Io solitamente opero in sedazione più locale. Ciò permette alle pazienti di:

  • tornare a casa già vigili e sulle proprie gambe.
  • Riprendere conoscenza quando ancora la locale è in essere, dunque sentire il dolore in loco gradualmente.

Da quando si lascia la clinica inizia il post operatorio. Vediamo i punti “sine qua non” da seguire dopo una Mastopessi per limitare dolore e poter terminare il post operatorio con un “nuovo” seno perfetto.

Mettere del ghiaccio

Sarà un metodo vecchio e semplice, ma assicuro ben funzionante contro l’edema. Fautore di gran parte del fastidio nelle donne operate.

  • Mai sopra perchè si creerebbe una pressione sfavorevole alla corretta cicatrizzazione e controproducente per lenire il gonfiore, ovvero proprio il motivo primario dell’uso di tale escamotage.
  • Evita anche il contatto diretto con la pelle, anche se avrai comunque le fasce già ad evitarlo.

Assumere i medicinali eseguendo l’intero ciclo

Ci sono persone che prenderebbero qualsiasi “pozione” pur di non provare dolore e altre che stoicamente ne vorrebbero sempre farne a meno. Dopo una qualsiasi chirurgia la corretta via sta nel mezzo. Basta:

  • un ciclo completo di antibiotico, sarà il chirurgo a dirti quanto durerà.
  • 3 o 4 giorni di antidolorifici e poi al bisogno.

Muoversi sin da subito

  • Al contrario di quello che si pensava, e molti ad oggi ancora credono, il riposo passivo, soprattutto dopo un intervento chirurgico, è controproducente.
    • Il nostro corpo deve far fronte ad uno stress non indifferente, muoversi lo aiuta a “tornare alla normalità” riattivando tutte le normali funzioni.
  • Inizialmente basterà qualche passo ogni paio d’ore, ma già dal secondo giorno si può introdurre una o più brevi passeggiate.
    • Io consiglio sempre alle mie pazienti di andare di persona e solo dopo l’intervento ad acquistare il reggiseno contenitivo essenziale. Del quale parleremo a breve. In questo modo si ha la scusa per muoversi.
  • Dopo una settimana si potrà tornare al lavoro, ovviamente se non troppo pesante soprattutto per la parte superiore del corpo. Di qui, ma non prima di un mese, si potrà integrare anche qualche attività fisica gradualmente più sostenuta per gli arti inferiori e in ultimo per le braccia.

Portare le fasce e il reggiseno contenitivo nei tempi e modi consigliati

  • Si esce dalla sala operatoria già con due fasce contenitive a bloccare il lavoro svolto.
  • Il giorno seguente, la fascia inferiore potrà essere tolta e sostituita da un reggiseno contenitivo. Per la fascia superiore il mio consiglio è di adagiarla al di sopra del reggiseno affinchè dia meno fastidio. La terrai ancora per una settimana.
  • Dalla seconda settimana e per un mese, terrai giorno e notte il reggiseno contenitivo, che potrà poi essere sostituito da un reggiseno semplice, ma comunque con un buon sostegno. Lo dovrai portare anch’esso h24 per sempre. Vuoi capire meglio perchè? Leggi: “Reggiseno post mastoplastica, per quanto tempo utilizzarlo?”
  • Le fasce prima, e il reggiseno poi, servono a limitare il gonfiore e a stabilizzare la parte, soprattutto se si sono utilizzate anche protesi. Il reggiseno dopo il primo mese, serve soprattutto a sostenere il seno, limitando il lavoro di supporto della pelle.
    • Le mammelle non hanno alcuna struttura interna, ciò significa scaricarne l’intero peso sull’epidermide che per quanto ne sia decretata, non ha la capacità di farlo da sola. Ancor più in una donna operata proprio perchè la pelle ha ceduto elasticità. Ci si ritroverebbe al punto di partenza in tempo di molto ridotto.
  • Molte donne continuano sapientemente a portarlo anche oltre, o almeno la notte.

Dormire con il busto elevato e supini per i primi giorni

  • Basta una poltrona reclinabile o due o tre cuscini.
    • Il problema maggiore, come visto anche sopra è il ristagno di liquidi nell’area. Stando in posizione elevata, si impedisce che affluiscano e sostino nell’area operata diminuendone il gonfiore.
  • La posizione supina, invece, permette di non applicare pressione dall’esterno. Non è consigliato nemmeno stare su di un lato. Questa posizione evita:
    • pressione che potrebbe sollecitare i bordi delle cicatrici,
    • che i liquidi corporali si concentrino su di un unico lato, con l’inevitabile gonfiore monolaterale del petto.
    • spostare, laddove utilizzate, le protesi.
  • Se vuoi maggiori informazioni su questo punto: “Come dormire dopo una Mastoplastica: posizione perfetta e risveglio”.

Queste sono le mie “regole auree” per avere un seno perfetto dopo un intervento di Mastopessi. Senza dolore e con un post operatorio sereno.

Se vuoi capire ciò che avviene prima, ti direi di leggere: “Scopri l’intervento di Mastopessi nel dettaglio!”.

Se invece vuoi che sia io a guidarti nella conoscenza di questa chirurgia, contattami, inizieremo questo percorso insieme.

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