Dalle stelle ai social: come stanno cambiando le “mode” della chirurgia plastica (e cosa dovresti sapere prima di scegliere)
Sì, anche in chirurgia estetica esistono le mode.
Non nel senso che un intervento diventa “giusto” perché lo fanno tutti, ma nel senso che cambiano le richieste, cambiano i riferimenti estetici e cambia il modo in cui le persone si guardano allo specchio.
Negli ultimi anni si sta assistendo a un’accelerazione in una direzione specifica: se prima infatti erano le "celebrità" a dettare un immaginario a cui fare riferimento, oggi tale ruolo lo stanno assumendo sempre più spesso i canali social. Con un pro e un contro che vediamo tra poco.
Possono i social essere una risorsa… oppure un problema?
I social oggi influenzano tutto: moda, fitness, cosmetica, nutrizione… e sì, anche la chirurgia estetica.
Qui però è necessario fare una distinzione netta:
Da una parte, i social possono essere un ottimo strumento di divulgazione: spiegare, educare, chiarire rischi e limiti, aiutare le persone a scegliere con più consapevolezza.
Dall’altra, possono creare un cortocircuito: modelli estetici irrealistici, filtrati, ritoccati, spesso non ottenibili (e a volte nemmeno desiderabili) nella vita reale.
Il problema non è “volere cambiare qualcosa” in sè. Il problema è quando qualcuno arriva con un obiettivo che non è adatto al proprio viso o al proprio corpo, oppure quando pensa che ciò che si è ottenuto con un filtro sia poi un risultato chirurgico replicabile.
E lì entra in gioco il lavoro del chirurgo plastico, che non è solo quello di “operare”, ma ancor prima di ascoltare e guidare.
Il ruolo del chirurgo: tradurre un desiderio in qualcosa di armonico e realizzabile
Pertanto, quando ci si vede in visita, il momento importante non è solo capire se “si può fare” in senso assoluto quanto viene richiesto.
Il punto cruciale è piuttosto capire se quel potenziale risultato:
è realizzabile sul tuo corpo,
è coerente con la tua anatomia,
ti farà stare meglio davvero, anche tra 6 mesi, 1 anno, 5 anni.
Se la tua richiesta è sensata e compatibile con quello che è fattibile in sala operatoria, bene: si costruisce un percorso.
Se invece la richiesta nasce da un modello, magari attinto dai “social”, troppo distante dalla realtà, il mio compito è dirtelo in modo chiaro. Anche quando non è la risposta che speravi di ottenere.
La tendenza più forte degli ultimi 20 anni: risultati sempre più naturali
Tutto quanto appena detto si va comunque a inserire e integrare in un contesto di tendenza già in atto da prima dell'esplosione dei canali social degli ultimi anni.
Se penso a com’erano le richieste 20–30 anni fa e a come sono oggi, la direzione è evidente: innanzitutto si chiede più naturalezza.
Prendiamo il seno: per molto tempo l’obiettivo è stato un effetto “molto evidente”, quasi dichiarato. Oggi, nella grande maggioranza dei casi, la domanda è un’altra: “Dottore, vorrei che si vedesse che sto bene… ma non che mi sono operata.”
Questo cambio culturale è importante.
Lo stesso vale per il naso. Negli anni ’80 e ’90 andava di moda un naso molto scavato, con una puntina piuttosto sottile e all'insù, molto “chirurgico” insomma. Oggi sempre più pazienti cercano un naso armonico, credibile, che stia bene sul proprio viso senza invece attirare l’attenzione come un qualcosa che apparirebbe ovviamente "costruito" chirurgicamente.
Se ti interessa il tema "rinoplastica", ti lascio un approfondimento utile: “Rinofiller o rinoplastica? Differenze, rischi e durata” .
L’altra grande tendenza è quella di usare il grasso come “riempitivo naturale”.
Un’altra evoluzione importante, soprattutto negli ultimi 10–15 anni, è l’uso sempre più frequente del grasso autologo (cioè il grasso del paziente stesso) per ridare volume dove serve: sul viso, ma anche in altre aree del corpo.
È una strada che piace perché ha un’idea di fondo semplice: usare un tessuto del corpo, ben lavorato e ben posizionato, per ottenere un risultato più “organico”, aumentando la naturalità dello stesso.
Se vuoi capire cosa succede nel post-operatorio e quali aspetti considerare, trovi utile questo articolo: “Lipofilling: problemi e soluzioni del post-operatorio” .
Riassumendo.... due tendenze che convivono
Nel trarre una conclusione potremmo dire che oggi convivono due "macro" correnti:
una forte spinta verso risultati eleganti e credibili, che considero decisamente la direzione migliore da seguire.
E, allo stesso tempo, pur in numero minore, un aumento delle richieste più “estreme”, sovente influenzate da filtri e immagini alterate ottenute digitalmente, ma non solo. Ed è in questo gruppo che, per quel che mi riguarda, c'è decisamente una percentuale più alta di casi in cui decido di non procedere con la chirurgia.
Il futuro? Lo vedremo. Ma una cosa è chiara: il valore vero non è seguire una specifica moda o tendenza. È fare una scelta che resti giusta per te, anche quando la moda sarà cambiata.
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