Dr. Renato Zaccheddu Chirurgia Estetica

Rinoplastica estetica e funzionale: quali competenze deve avere il chirurgo?

Rinoplastica estetica e funzionale: quali competenze deve avere il chirurgo?

Rinoplastica estetica e funzionale: quali competenze deve avere davvero il chirurgo?

Estetica e funzione: due esigenze che spesso convivono

Quando una persona dice “voglio rifarmi il naso”, in realtà sta spesso esprimendo due bisogni diversi, anche se non sempre in modo consapevole.
Da una parte c’è il desiderio di migliorare l’aspetto del naso, dall’altra – talvolta più silenziosa – c’è la questione della respirazione. È proprio da qui che nasce la distinzione tra rinoplastica estetica e rinoplastica funzionale.

La rinoplastica estetica si occupa della forma: dorso, punta, proporzioni e armonia del naso rispetto al viso.
La rinoplastica funzionale, invece, interviene su ciò che non si vede ma che è fondamentale: il corretto passaggio dell’aria. Setto deviato, turbinati ingrossati o strutture portanti indebolite possono compromettere la respirazione anche in persone che, dal punto di vista estetico, hanno un naso considerato gradevole.

Su questo aspetto parlo anche qui:
Rinoplastica: la respirazione dopo l'intervento!

Nella pratica clinica queste due componenti non sono in competizione, anzi: molto spesso convivono e, quando possibile, vengono affrontate nello stesso intervento.
Un naso che appare armonico ma respira male non è un risultato completo, così come un naso che respira bene ma resta sproporzionato rispetto al volto può continuare a essere vissuto come un problema.

Ed è qui che entra in gioco un tema centrale: le competenze del chirurgo.


Chi fa cosa (e perché l’approccio integrato fa la differenza)

Tradizionalmente la parte funzionale del naso è di competenza dell’otorinolaringoiatra, mentre quella estetica viene più spesso affrontata dal chirurgo plastico.
Esistono però chirurghi plastici che, nel corso della loro formazione, hanno approfondito in modo specifico anche la chirurgia funzionale del naso.

Questo consente di gestire forma e funzione insieme, all’interno di un unico progetto chirurgico.

Puoi approfondire il tema generale della rinoplastica qui:
Intervento estetico al naso: come funziona la Rinoplastica

Dal punto di vista del paziente, questo approccio ha un grande vantaggio: il naso viene considerato come un’unità unica, non come la somma di due problemi separati.
La forma esterna, la struttura interna e la respirazione vengono pianificate insieme, evitando compromessi o interventi parziali.

Un chirurgo che si occupa seriamente di rinoplastica, sia estetica che funzionale, deve avere una conoscenza molto solida dell’anatomia nasale. Il naso non è un semplice rilievo sul volto, ma una struttura complessa fatta di ossa, cartilagini, legamenti e formazioni interne spacializzate quali sono i turbinati.


Ogni modifica estetica ha inevitabilmente un impatto anche sulla funzione, e viceversa.

Su come orientarsi nella scelta del professionista, ti consiglio anche:
Come scegliere il chirurgo plastico giusto: criteri, consigli ed errori da evitare


Tecnica, stabilità e risultati nel tempo

C’è un aspetto spesso poco compreso: la rinoplastica non è solo “togliere”.
In molti casi è necessario rinforzare alcune strutture del naso per garantirne la stabilità nel tempo. Questo vale soprattutto nei nasi che, per conformazione o per interventi precedenti, rischiano di indebolirsi con gli anni.

Un naso troppo “svuotato” può sembrare corretto nell’immediato, ma creare problemi estetici o funzionali nel lungo periodo. La durata del risultato è parte integrante della qualità dell’intervento.

Dal punto di vista del paziente, una delle paure più comuni riguarda il dolore. È comprensibile: il viso è una zona molto visibile e l’aspetto nei primi giorni può impressionare.
In realtà, la rinoplastica è tra gli interventi che, sorprendentemente, richiedono meno antidolorifici nel postoperatorio. Il fastidio c’è, soprattutto come senso di pressione e naso chiuso, ma il dolore vero e proprio è generalmente contenuto.

La respirazione, dopo un intervento funzionale, non sempre migliora immediatamente. Nei primi giorni o settimane il gonfiore interno e le secrezioni possono dare la sensazione di un naso ancora ostruito. Questo fa parte del normale processo di guarigione. Con il tempo, il flusso d’aria tende a diventare progressivamente più libero e stabile.

Per quanto riguarda l’anestesia, nella maggior parte dei casi la rinoplastica viene eseguita in anestesia generale, perché è la scelta più sicura quando si lavora sulle vie aeree.
Esistono situazioni selezionate – come piccoli interventi limitati alla punta – in cui si può valutare l’anestesia locale con sedazione, ma sempre in strutture adeguate e con anestesista presente.

Se vuoi approfondire questo aspetto:
Rinoplastica: anestesia locale o generale? Ecco i casi

Un’altra curiosità frequente riguarda la voce. In alcune persone, soprattutto in chi aveva una voce molto “nasale” prima dell’intervento, migliorare la respirazione può modificare leggermente la risonanza vocale. Di solito è un cambiamento percepito come più naturale.

Nel postoperatorio sono normali gonfiore, lividi e piccole croste all’interno del naso. I lividi intorno agli occhi tendono a risolversi in una decina di giorni, mentre le croste interne possono persistere più a lungo e vengono gestite con lavaggi e controlli.

Nel lungo periodo, quando la rinoplastica è ben indicata e ben eseguita, il risultato tende a essere stabile. Non è un intervento che richiede continui aggiustamenti: quando tutto si assesta e funziona come dovrebbe, il paziente semplicemente prosegue la propria vita. Ed è proprio questo il miglior segnale di successo.


In conclusione

Scegliere un chirurgo per una rinoplastica non significa limitarsi a guardare un “prima e dopo”, ma capire se quella persona ha le competenze per prendersi cura del tuo naso nel suo insieme: estetica, funzione e durata nel tempo.

Se vuoi confrontarti con me e ricevere una valutazione personalizzata, contattami.

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