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Palpebre cadenti: rimedi e cause

Le palpebre cadenti, o più tecnicamente la “ptosi palpebrale”, è tra gli inestetismi più fastidiosi e odiati sia dagli uomini che dalle donne.

Questo problema, oltre a ripercuotersi sull’estetica del viso, rendendo lo sguardo “pesante” e stanco, si può ripercuotere anche sulla salute, creando difficoltà nella visione.

Erroneamente si crede che sia dovuto all’avanzare del tempo, il che è vero, ma ci sono altre variabili che ne influenzano la presenza o la formazione.

Ecco quali possono essere alcune delle principali cause delle palpebre cadenti:

  1. Origine: Gli occhi orientali presentano una blefaroptosi congenita, ovvero parte della palpebra fissa va a coprire quasi interamente la palpebra mobile.
  2. Genetica.
  3. Patologica. Diabete e Distrofia muscolare sono due tra le malattie che maggiormente compromettono la tonicità delle nostre palpebre.
  4. Età. Col passare del tempo, anche i muscoli attorno agli occhi si indeboliscono, come succede per tutto il corpo.

Quali sono i principali rimedi per prevenire le palpebre cadenti?

Se il problema delle palpebre cadenti non è ad uno stadio avanzato o portato da malattie, si può ricorrere a piccoli riti o escamoutage quotidiani che possono attenuare il problema.

Ovviamente oltre a queste vie, che mirano a nascondere il problema ma non danno alcun reale miglioramento, si affiancano vie più lunghe che portano ad un reale miglioramento.

Strisce adesive. Solitamente  trasparenti e impermeabili, mirano a dare un effetto lifting immediato. Per aumentarne l’utilità, permettono di applicarci sopra del make up e promettono un’aderenza di 24 ore.

Make up o Trucco. Dall’antico francese trouque, trucco di magia; grazie alle illusioni ottiche create dall’applicazione di cosmetici di diversi colori in diverse zone, si possono nascondere i piccoli difetti, come appunto le palpebre cadenti.

Di seguito alcuni consigli per un make up “anti-palpebre cadenti”.

Come prima cosa bisogna schiarire la palpebra che deve risultare più luminosa: per farlo basta applicare un correttore e fissarlo con della cipria.

Di seguito bisogna mascherare la parte di palpebra fissa per renderla meno evidente, per farlo basta utilizzare un ombretto scuro, magari sui toni del marrone.

Come per gli abiti, per cui vestire di scuro snellisce la figura, allo stesso modo vestire la palpebra fissa con un ombretto scuro la renderà otticamente meno importante.

Infine, portando la palpebra mobile in evidenza mediante un ombretto chiaro, magari perlato, le darete maggiore visibilità, di modo che apparirà più importante.

Mascherina gel per occhi. Un ottimo escamoutage, che permette comunque di migliorare il problema se applicata con costanza e in concomitanza a trattamenti specifici come creme e esercizi.

Basta riporre la mascherina nel frigorifero o nel freezer e porla sul viso la sera o la mattina, il freddo crea così un’azione decongestionante e rassodante.

Ginnastica facciale. 
Le palpebre cadenti sono procurate dalla scarsa tonicità dei muscoli perioculari, dunque un ottimo modo per attenuare il problema è rassodarli.

Ovviamente non dobbiamo pensare a veri e propri esercizi, ma a sequenze di movimenti che sollecitano il muscolo rafforzandolo.

La più semplice sequenza è quella che prevede di sbattere gli occhi, chiuderli e poi riaprirli; tutte e tre le sezioni dovrebbero durare all’incirca 20 secondi.

Un altro esercizio molto utile prevede di tirare all’esterno gli angoli degli occhi e contemporanemente aprirli e chiuderli per dieci volte.

Vita sana. Anche se non ci sembra possa influire, un corretto stile di vita influisce in toto sul nostro corpo, palpebre comprese.

Basta infatti limitare l’assunzione di bevande alcoliche, l’esposizione al sole e lo stress per ostacolare l’insorgere delle palpebre cadenti.

Chirurgia estetica: la blefaroplastica. Se nessuno dei precedenti consigli ha avuto risultati, o il problema è in uno stadio avanzato e dunque i piccoli trucchetti non funzionano, o se semplicemente si vuole una soluzione definitiva, si può ricorrere alla chirurgia.

La chirurgia permette di convertire uno sguardo stanco e appesantito in uno sguardo luminoso e rilassato; inoltre l’intervento permette di lenire anche le rughe conosciute come “zampe di gallina”.

Come già detto in precedenza, il problema può avere diversi gradi, si passa da una difficoltà a truccarsi, sino ad una difficoltà nell’aprire completamente l’occhio, spesso con problemi che includono anche la sfera visiva.

In entrambi i casi all’intervento si possono aggiungere trattamenti estetici atti a migliorare il risultato.

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La blefaroplastica: come eliminare palpebre cadenti con la chirurgia.

La blefaroplastica, come tutte le chirurgie, si sviluppa in un percorso che inizia ben prima dell’intervento; vediamo di seguito gli step più importanti.

Cosa aspettarsi da un intervento di blefaroplastica?

Pre-operatorio. Risulta essenziale, prima di intervenire in modo chirurgico, stabilire la reale entità del problema e il punto d’arrivo, che non sempre è esattamente quello che il paziente vorrebbe.

Quando ci si sottopone ad un cambiamento chirurgico, per quanto il medico sia competente, ci sono dei limiti dettati dalla conformazione del viso.

Ciò significa che bisogna mirare ad assomigliare a noi stessi dieci, venti o trenta anni prima, se il problema è legato all’età.
Mentre se il problema è fisiologico, il punto d’arrivo sarà studiato sull’ottimizzazione dell’occhio in base alla sua forma.

La chirurgia. Solitamente l’intervento ha una durata compresa tra i 45 e i 90 minuti e si compone di diverse parti, a seconda delle modifiche necessarie.

Come prima cosa si tracciano delle linee che guideranno il chirurgo nelle varie fasi dell’intervento, includendo – se necessari – anche un intervento sulla palpebra inferiore e sulla posizione delle sopracciglia.

Nel caso della blefaroplastica inferiore si va ad eliminare il grasso che crea le cosiddette “borse”, e vengono messi dei punti di supporto aggiuntivi a dare sostegno alla palpebra (Cantopessi).
Mentre se anche la posizione delle sopracciglia deve essere sistemata, è possibile un sollevamento laterale per via transpalpebrale.

Al termine dell’intervento, vengono applicati dei cerotti di sostegno al paziente.

Post-operatorio. I punti di sutura si tolgono molto presto, 5/7 giorni dopo l’intervento, lasciando cicatrici minimali che spariranno nel giro di pochi mesi.

La guarigione della palpebra superiore è la più veloce, mentre la palpebra inferiore necessità di più tempo. Il gonfiore si esaurisce in un paio di settimane e in 2/4 mesi potrai godere a pieno del risultato.

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