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Tempi di cicatrizzazione di una ferita da blefaroplastica

La blefaroplastica è una degli interventi di chirurgia estetica che riguardano il viso, in particolare le palpebre. Come tale ha un indubbio impatto sulla serenità e sicurezza nell’interagire con gli altri di chi vi si sottopone.
Mi trovo a visitare un’ampia gamma di persone interessate a ringiovanire il loro sguardo. Uomini e donne. Solitamente il motore primario che li spinge da me è il vedersi stanchi, quando di solito stanchi non sono. Oppure i continui commenti degli amici e parenti sull’aspetto del loro viso, spesso in relazione appunto a questa presunta stanchezza. Accanto a questa motivazione c’è, per le donne, la maggiore difficoltà nel truccare gli occhi. O ancora, ma qui parliamo di casi limite, la difficoltà nella visione causate da un ristretto campo visivo quando la pelle della palpebra superiore presenta un eccesso rilevante.
Queste motivazioni sono solitamente correlate ad una età che sta avanzando, come è ovvio che sia. Eppure, anche se molto più raramente, ad essere coinvolti sono persone ancora nei loro primi tre-quattro decenni di vita. In questo caso la natura del problema non è legata al cedimento della pelle e dei tessuti sottostanti, ma a questioni di salute oppure ad una sfavorevole situazione anatomica.
Pertanto il paziente medio per una blefaroplastica è in genere over 40. Età in cui, in tutto il corpo, la pelle inizia ad essere meno elastica e a cedere. Se altrove il problema può risolversi semplicemente nascondendo il difetto, oppure con trattamenti più tempi dilatati nel tempo e modalità inizialmente più conservative, per le palpebre non si hanno molte possibilità di tamponare o procrastinare il problema. L’uso della medicina estetica per quest’area tende a dare risultati meno evidenti che in altre aree del viso.
Arrivati ad un certo punto, quindi, diventa un problema così “disturbante” per la persona da far diventare la correzione chirurgica quasi un passo che non può essere più posticipato.
La chirurgia è relativamente breve e non prevede post operatorio in clinica. Come per la maggior parte delle chirurgie che eseguo, preferisco che il paziente torni a casa il giorno stesso. Trovo di essenziale valore far svolgere l’intera guarigione in un luogo famigliare.
Tale periodo di recupero iniziale serve all’occhio per ristabilire il proprio equilibrio. Per un paio di giorni la vista potrebbe apparire annebbiata e l’occhio dare un leggero fastidio. Consigliato, se non intimato, l’uso degli occhiali da sole nei luoghi più luminosi. Per alleviare il fastidio iniziale consiglio l’utilizzo di colliri ed unguenti, non tanto per l’infiammazione, ma per ristabilire la normale umidità dell’occhio stesso.
Per limitare invece il gonfiore post traumatico, il miglior amico è sempre il ghiaccio. O comunque delle applicazioni di impacchi freddi nelle prime 24 ore, quando cioè si raggiunge il picco che poi tende a decrescere successivamente.
Inoltre la pelle dell’area perioculare è molto sottile, dunque basta un minimo ristagno di liquidi per evidenziare dei lividi che impiegano di norma circa 2-3 settimane per riassorbirsi completamente.
La cicatrice della blefaroplastica superiore scorre lungo il solco della palpebra stessa che si forma quando l’occhio è aperto. Quindi in realtà di solito è poco o per nulla visibile per via di questa posizione privilegiata . Nella palpebra inferiore essa decorre seguendone il bordo, appena sotto le ciglia.
Pertanto, nonostante siano collocate in aree poco apparenti (se la chirurgia è ben eseguita), anche la blefaroplastica ha delle inevitabili cicatrici.
Infatti quando si crea una soluzione di continuità della pelle, vuoi per un trauma accidentale, vuoi a seguito di una incisione chirurgica, si forma una cicatrice. Il tessuto cicatriziale altro non che un tessuto di riparazione a mettere una pezza quando appunto si verifica lesione dell’integrità della cute. Vale però la stessa cosa per tutti i tessuti interni che compongono il corpo umano. Con la differenza che in quei casi la cicatrice ovviamente non la vediamo. Tornando però alle cicatrici cutanee, esse sono conseguenti a qualsiasi atto chirurgico. Non esiste chirurgia che non lasci delle cicatrici. Anche se talvolta noto ancora che, nell’immaginario collettivo, persiste l’idea dura a morire secondo la quale il chirurgo estetico abbia la dote di operare senza lasciare cicatrici. Quasi fosse dotato di bacchetta magica. Ovviamente le cose non stanno così. Al limite la differenza con le altre chirurgie la si nota nel modo di posizionare le cicatrici in modo che siano apparentemente meno visibili. Oltre che una tecnica di sutura di solito più accurata. Ma questi sono solo due fattori. Le cicatrici dipendono da vari altri aspetti quali patologie, età, cura della ferita nel post-operatorio, infezioni o meno della stessa, fumo, ma soprattutto la capacità individuale di cicatrizzare in un modo o in un altro. Chi tende a cicatrizzare male purtroppo tenderà a presentare sempre delle cicatrici peggiori. Fortunatamente questo gruppo rappresenta la minoranza.
Quindi, una volta stabilito che anche la chirurgia estetica lascia delle cicatrici, posso sicuramente dire che, tra le varie aree corporee, la palpebra offre il grosso vantaggio di poter cicatrizzare molto bene. Oltre ai vantaggi del posizionamento della cicatrice che ho menzionato sopra. E’ forse l’area del corpo umano dove si ottengono le cicatrici migliori in modo consistente. Tali da essere, a volte, letteralmente quasi invisibili dopo alcuni mesi.
Ma anche dopo pochi giorni o settimane sono molto discrete, facilmente copribili con degli occhiali all’inizio. Le donne hanno anche il vantaggio di renderle immediatamente invisibili applicando un sottile velo di trucco.
L’ottima capacità di cicatrizzazione si nota da subito. Infatti i punti vengono tolti a tempo di record. Lo si può già fare a partire dal quarto-quinto giorno post intervento.
Una volta tolti i punti possono residuare ancora per qualche giorno delle crosticine. Dopo di che la cicatrice della blefaroplastica sarà visibile come una sottile linea rossa-rosea che tende poi a sbiadirsi nel giro di qualche mese. Anche in questo aspetto si nota la differenza con le altre aree corpore dove una cicatrice può impiegare fino a 12-18 mesi per schiarirsi. Nel caso della blefaroplastica invece, già dopo 3-5 mesi, nella maggior parte dei pazienti, rileviamo dei segni appena percettibili anche ad un’osservazione attenta e ravvicinata dell’area in cui si trovano.
L’unica raccomandazione che viene data in questi primi mesi, che sono sempre i più delicati, è quella di proteggere le cicatrici con un protettore solare. Evitando quindi che si inscuriscano in modo poi permanente. Ed essendo in quel caso poi più visibili.

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