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Quanto si sgonfia il seno dopo l’intervento di Mastoplastica Additiva?

Molte sono le pazienti che mensilmente si interessano ad una mastoplastica additiva. Una buona parte decide poi di operarsi. Una percentuale forse maggiore rispetto alle altre chirurgie. Nonostante un seno poco voluminoso si possa mascherare o compensare in moltissimi modi: reggiseni push-up, imbottiture, maglie larghe e molto altro. Questi però a lungo termine diventano una schiavitù che può ingannare chi guarda, ma non la donna stessa. Molte donne che decidono di aumentare il proprio seno, forse la maggior parte delle mie pazienti, lo fanno per loro. Le motivazioni principali sono spesso un seno piccolo o mancante. Ma in egual misura un seno rovinato da diete o gravidanza. Buona parte delle pazienti che incontro si immaginano con una o due taglie in più, in primis per potersi guardare allo specchio. Poi magari anche per attirare qualche sguardo, che non guasta mai. Questo punto è fondamentale. Desiderare qualcosa per sè è il punto di partenza per ogni buon progetto che abbia come obiettivo una miglioria estetica. Lo si fa prima di tutto per noi stessi. Possibilmente mai perché ce lo chiede qualcuno. Anche perché il percorso è abbastanza lungo. La paziente dovrà essere appunto una brava paziente e saper attendere. Il risultato arriverà, ma non subito ovvio nella sua totalità. Per approfondire cosa aspettarsi nel periodo dopo la chirurgia potrebbe interessarti dare un occhiata anche a Tutto ciò che devi sapere sul post operatorio della Mastoplastica.

La mastoplastica additiva in particolare, e la chirurgia estetica in generale, non viene di solito fatta per curare patologie in atto. Tuttavia reca con sè un certo ed inevitabile grado di traumaticità. Dovrai quindi mettere in conto un periodo durante il quale il trauma si risolve e il corpo si adatta alla nuova condizione.
Esistono diversi approcci per l’aumento del seno. E nella grande maggioranza dei casi si utilizza un corpo esterno: la protesi.
La scelta della quale e la sua collocazione sono essenziali per un risultato naturale, una volta avvenuto l’assestamento definitivo. Molto probabilmente saprai che, nell’esecuzione di tale intervento, si eseguono incisioni e scollamenti nel tessuto mammario a creare una tasca all’interno della quale verrà inserita la protesi. Tale procedura provoca un trauma con conseguente edema o gonfiore che deve essere controllato e contrastato sin da subito.
Cerco di venire più nel dettaglio per farti capire meglio cosa intendo. Qualsiasi sia la tecnica usata e il tempo di guarigione, ogni seno segue tre fasi nel post operatorio. Ti posso dire quindi che appena operato esso appare alto, molto alto. Al tatto risulta essere sodo, direi quasi duro, piuttosto grosso e pesante. Ma sicuramente non devi preoccuparti per questo. Infatti il tutto si assesterà perdendo gradatamente il gonfiore nei 2-4 mesi dopo l’intervento. Di pari passo avviene anche lo stiramento dei tessuti attorno alla protesi ad accoglierla meglio. Questa fase però può durare qualche mese in più della risoluzione del gonfiore, fino a 6 mesi.
Assieme al riposizionamento delle mammelle, vedrai riposizionarsi anche i capezzoli. Infatti nel periodo iniziale potrebbero sembrarti puntare verso il basso. E’ solo una situazione momentanea. Quando la protesi inizierà ad avere la sua corretta posizione anche il capezzolo prenderà la sua. Idealmente centrato e diretto in avanti.
Come detto, con il completo assorbimento dell’edema e stiramento dei tessuti che contengono la protesi, arriverà anche la consistenza definitiva. La quale è il momento finale per rendere naturale un seno rifatto anche al tatto. Con essa infatti si assiste ad un comportamento simile a quello che si vede in natura. La consistenza del seno femminile è per natura soda, ma allo stesso modo morbida. Almeno negli anni d’oro della giovinezza. Quando una donna cammina il suo seno si muove seguendone i movimenti. Allo stesso modo dovrebbe fare una protesi una volta assorbito tutto il gonfiore. Questo punto è fondamentale. Una protesi con un gel rigido (come le protesi anatomiche, per esempio) non permette di assecondare e seguire in modo armonico le varie posizioni del corpo della donna, sempre soggette alla forza di gravità. Detto in altre parole, se la donna si sdraia, un buon seno non può rimanere nella stessa posizione e forma di quando si è in piedi.

Quindi, subito dopo l’intervento, la cosa che fa apparire il seno così diverso da quello che ci siamo detti negli incontri preoperatori è principalmente l’edema (gonfiore) postoperatorio. I tessuti traumatizzati si riempiono di liquidi corporei e aumentano di volume. Per limitare questo fenomeno indosserai fin da subito due fasce compressive che limitano il gonfiore e aiutano le protesi ad assestarsi nella giusta posizione. Una a comprimere la parte inferiore del seno e che toglierai il giorno dopo la chirurgia sostituendola col reggiseno. L’altra sopra che terrai per una o due settimane. Queste permettono di esercitare sul seno una doppia pressione, dall’alto e dal basso, a cercare di limitare al massimo il gonfiore. Il reggiseno deve essere di materiale elastico e molto contenitivo. Magari allacciato davanti. Lo dovrai portare 24 ore al giorno per il primo mese. Oltre che per la sua capacità compressiva necessaria in questa fase, ti servirà anche per mantenere il nuovo seno nella giusta posizione sostenendolo. Essendo certamente più bello e pieno, ma anche più pesante.
La compressione esterna è sicuramente il momento più importante nel limitare il gonfiore post-operatorio. E quindi rendere più rapido il recupero.
L’altro aspetto fondamentale è il movimento. Che deve essere fatto però in modo progressivo e con cautela nei primi giorni. Ma deve essere fatto. Il riposo dopo una chirurgia estetica deve essere il più possibile attivo, nei limiti di quello che viene consigliato fare. Camminare da subito è una regola d’oro che vale per tutte le stagioni. Permette di riattivare il circolo sanguigno e linfatico. Perciò è un aiuto importante per una riduzione più rapida del gonfiore post operatorio. Da aggiungere alla camminata anche dei movimenti controllati delle braccia, fin dal primo giorno. Insomma, non vi è errore più grande che tornare a casa a sdraiarsi per 2-3 giorni nella convinzione di recuperare prima.

Vengo ora alla domanda principale che spesso mi viene chiesta dai pazienti, di solito nelle prime settimane post intervento: di quanto si riduce il volume del seno una volta assestato completamente, cioè dopo i primi 3-6 mesi? Ebbene, non ho una risposta univoca a questa domanda . Avrai ben capito che il grado di gonfiore può variare molto per i comportamenti che potresti avere nel periodo post operatorio. Se seguirai o meno le raccomandazioni. Ma anche per fattori individuali. Infatti non siamo tutti uguali: rispondiamo ad uno stesso stimolo (trauma chirurgico, in questo caso) in modo diverso. Quindi per una stessa chirurgia l’entità del gonfiore è spesso differente. Posso piuttosto parlarti di una range. Ti dico pertanto che nella media si assiste ad una riduzione del volume del seno durante i primi 3-6 mesi che varia tra il 10 ed il 15%. In casi di gonfiore molto accentuato anche 20% o più.
Il risultato finale, che ormai sai di raggiungere solo dopo qualche mese, dovrà essere vicino a quello che ci siamo detti prima della chirurgia per forma e dimensioni. Esso dipende molto dalle scelte che abbiamo fatto nel pianificare il tuo intervento. Una volta sgonfiato e guarito la protesi non si deve vedere. I bordi devono scomparire. Insomma una volta che il seno si è assestato, il gonfiore assorbito e l’involucro cutaneo adattatosi al nuovo volume, arriverai quasi per magia a quello che hai sempre immaginato nei tuoi desideri.

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