Milano | Parma | London    +39 3404508274   

aumento-seno-img-articolo

3 Consigli sulla Mastoplastica Additiva prima e dopo una Gravidanza

Le stagioni della vita portano una bambina a diventare donna, con l’immenso dono di poter essere poi mamma. Questa bellissima opportunità, come tutti sappiamo, apporta molti cambiamenti al corpo femminile, seno compreso. Inoltre è proprio il seno il protagonista dei primi mesi, talvolta anni, di uno dei rapporti più significativi tra madre e figlio: l’allattamento.

Ma avere un bel seno, con magari la paura di “rovinarlo”, può contrastare la volontà di essere madri? Direi di no. Basta porvi un po’ di attenzione.

Vediamo allora come la maternità  possa coesistere senza problemi con la mastoplastica additiva sia che essa sia stata eseguita prima o dopo una gravidanza. E come non metta in pericolo l’allattamento.

Mastoplastica Additiva prima o dopo una Gravidanza?

I cambiamenti che avvengono durante la gravidanza sono vari e ristretti in un periodo relativamente breve nel tempo. Questo può essere un problema su due versanti: psicologico e fisico.

Ciò è da tenere in considerazione prima di prendere la migliore decisione su quando sottoporre il proprio corpo a dei cambiamenti quali la mastoplastica additiva. I principali quesiti da porsi sono:

  • prima o dopo la gravidanza?
  • Quanto prima e quanto dopo?

Mastoplastica additiva prima di una gravidanza.

Diventare mamma è il sogno di molte ragazze, ma spesso l’idea è di vivere questa esperienza più in là nel tempo, non più nella prima giovinezza. La priorità nell’immediato potrebbe essere quella di avere un bel seno, magari con l’aiuto della chirurgia estetica.

Si può tranquillamente avere una gravidanza anche con un seno “rifatto”. Certo è che bisogna fare qualche riflessione su come e quando intraprenderla ed avere una qualche attenzione in più rispetto ad una donna che non ha alcun peso aggiuntivo nel proprio seno.

  1. La Mastoplastica Additiva non compromette la gravidanza. Semplicemente è consigliato  attendere che il seno si sia assestato dopo l’intervento. E questo avviene in 6-8 mesi.
  2. Un altro suggerimento è quello di non ingrassare troppo durante i 9 mesi. E’ infatti il peso che grava sulla pelle ad arrecare danni più ovvii alle mammelle. Acquisire magari 3 o 4 taglie aggiuntive di reggiseno, oltre alle protesi già presenti, rappresenterebbe uno stress molto significativo all’involucro cutaneo. A questo proposito e strettamente correlato, un altro aspetto acquisisce una importanza vitale: l’uso regolare di un buon reggiseno, capace di sostenere efficacemente il seno. Per capire l’importanza di questo indumento ti consiglio:“Reggiseno post mastoplastica, per quanto tempo utilizzarlo?”.
  3. La paura più grande è quella di non poter poi allattare. Ebbene, lo si può fare senza alcun problema. Servono al più piccoli accorgimenti nelle decisioni e nella tecnica chirurgica. Ma su questo mi soffermo tra poco.

Mastoplastica additiva dopo una gravidanza.

Una buona parte delle donne che mi chiedono di migliorare il  seno, ha già affrontato una o più gravidanze. E spesso è stata questa esperienza a “creare il problema”.

La soluzione c’è anche se la risposta non è sempre la Mastoplastica Additiva. Più spesso potrebbe essere necessaria una Mastopessi.  Puoi trovare maggiori dettagli su questa chirurgia in: “Mastopessi, cosa sapere”.

Quale sia l’intervento da fare, si può procedere solo dopo un periodo di attesa di 5-6 mesi dal parto o dalla fine dell’allattamento, quando si saranno stabilizzati :

    1. gli equilibri ormonali;
    2. lo stato dei tessuti.

Fatta attenzione a questi particolari, la chirurgia sarà esattamente uguale a quella di una “non mamma”, sia nei tempi che nei modi di gestire il post operatorio.

Mastoplastica additiva ed allattamento.

L’esperienza e gli studi fatti a proposito ci dicono che si può allattare anche dopo una Mastoplastica Additiva. Chi non riesce potrebbe non avere latte per natura. Oppure difficoltà a secernerlo. Non di rado anche le donne con seno naturale non riescono ad allattare. Detto questo, bisogna aggiungere che la chirurgia pone un potenziale rischio, sebbene remoto. Analizzando le due variabili più studiate, si può affermare che:
  • La posizione delle protesi mammarie non interferisce in alcun modo con l’allattamento. Sia essa retroghiandolare o retromuscolare. La protesi è infatti posta totalmente dietro alla ghiandola mammaria in entrambi i casi.
  • Può invece avere una certa influenza la scelta del punto d’ingresso della protesi. Se il chirurgo decide di accedere con incisione periareolare, vale a dire intorno all’areola, esiste qualche rischio in più, principalmente correlato alla tecnica chirurgica.
    • La rete nervosa che nutre fornisce il capezzolo e la ghiandola è più vicina a dove si opera e quindi potenzialmente più intaccabile.
    • Si potrebbe inavvertitamente incidere parte della ghiandola, rendendola incapace di partecipare poi all’allattamento.
    • Oppure addirittura lesionare i dotti galattofori. Anche se questo sarebbe un errore tecnico piuttosto grossolano.

Altre considerazioni ed approfondimenti li puoi trovare in:“Intervento Mastoplastica Additiva: si può allattare dopo l’operazione?”.

Mastoplastica additiva e gravidanza: conclusioni.

Abbiamo visto come la mastoplastica additiva possa essere tranquillamente eseguita prima o dopo una gravidanza. Basta gestire bene i tempi e valutare le proprie priorità a livello temporale.

In generale valgono i suggerimenti che seguono:

  • Se si vuole un figlio nell’immediato futuro, meglio attendere dopo la gravidanza prima di sottoporsi ad un aumento di seno.
  • Se al contrario si vuole un figlio, ma non si ha ancora l’età “giusta”, la possibilità o semplicemente non è una realtà ancora vicina nel tempo, allora si può ricorrere alla chirurgia con la consapevolezza che non creerà alcun problema in futuro.

Se vuoi avere maggiori informazioni sull’ingrandimento del seno:“Scopri tutto sulla Mastoplastica additiva”.

Oppure contattami valuteremo insieme se e come proseguire.

Condividi

Copia il Link

Copia