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Botox contro Emicrania: funziona veramente?

Nonostante si sia capito già da diversi anni che questo tipo di cefalea fosse un problema da studiare, la cosa non si è rivelata molto semplice. Non poter individuare delle cause scatenanti univoche ha rappresentato un grande ostacolo. Diverse equipe di studio e diverse esperienze hanno però saputo portare interessanti proposte sulla possibile cura. Una fra tutte l’uso del Botulino.

  • E’ circa dal 2000 che si è iniziato ad usare questa terapia, quasi per caso. Alcuni pazienti che si sottoponevano a iniezione di Medicina estetica iniziavano a trarne giovamento quando si aveva una emicrania localizzata principalmente nella regione frontale. In particolare, questo caso, il beneficio era ed è dato dal bloccare l’azione dei muscoli della regione glabellare (regione tra le due sopracciglia).
  • Altre aree tipiche da cui si scatena l’emicrania sono la regione temporale, occipitale ed intra-nasale (emicrania rinogenica).
  • Applicazioni di botox, soprattutto nei punti scatenanti della regione occipitale e temporale hanno pure dato risultati incoraggianti.
  • Coloro che rispondono meglio al botox tendono poi a mostrare risultati più
  • Nel 2010 due importanti studi hanno evidenziato che i giorni di cefalea diminuivano rendendo i singoli individui nuovamente “padroni della loro vita”.
  • Poco dopo anche gli enti nazionali di Medicina iniziano a rendere questa via “ufficiale” per il trattamento dell’emicrania.

Come funziona?

La teoria secondo la quale rende il botox efficace a trattare molti dei pazienti con emicrania si basa sulla irritazione di alcuni nervi causata dall’azione di muscoli nelle vicinanze tendente a comprimerli. Oppure dal pulsare di vasi sanguigni che decorrono insieme ai nervi.

  • Studi hanno rilevato che in pazienti con emicrania ci sia la tendenza di questi nervi a essere meno mielinizzati. Detto più semplicemente meno protetti. E quindi più facilmente sofferenti in caso di compressione esterne.
  • Su questa base si potrebbe spiegare il perchè l’azione del botox, pur temporanea, possa portare a una riduzione a volte importante dei sintomi.
  • La terapia consiste in una serie di iniezioni a distanza di circa tre mesi. Per taluni casi sostituisce i farmaci, in altri li affianca.
  • Ancora non si può definire “la”soluzione, ma certamente un buon aiuto.

Ci sono dei rischi?

Più che rischi, li definirei possibili effetti collaterali. Solitamente transitori e per nulla gravi.

E quindi:

  • pizzichio o dolore blando al momento dell’inoculazione che avviene con una siringa dall’ago comunque molto fine. La  maggioranza dei pazienti però nemmeno sente l’iniezione.
  • Piccoli gonfiori o lividi.
  • In casi rarissimi si può avere una risposta più importante causata da paralisi, sempre momentanea, in aree confinanti con quelle trattate.

Il botox in conclusione

Questa sostanza che incute almeno una qualche preoccupazione è veramente poliedrica, per quante applicazioni si possono avere. E per il numero sempre crescente di utilizzi che se ne riescono a fare.

Le patologie croniche come l’emicrania sono sicuramente sono tra le più importanti che in buona percentuale si riescono a controllare grazie al Botox.

Uno degli utilizzi che maggiormente faccio io come Chirurgo e Medico estetico è contro le rughe. Ti illustro come questa sostanza sia un toccasana per il ringiovanimento facciale in questo articolo: “La tossina botulinica per il ringiovanimento del viso”.

Oppure più in generale:“Scopri il Botox”.

Se invece vuoi capirne meglio gli utilizzi confrontandoti con un esperto, contattami, ti porterò nel mondo di questa interessante molecola.

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