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Dopo l’intervento di Mastoplastica riduttiva il seno ricresce?

Quando sentiamo le parole donna-chirurgia estetica-seno, subito pensiamo ad una mastoplastica additiva, ovvero ad un aumento del volume del seno. Non sempre è così, anzi ci sono donne per cui il volume del prorprio seno è troppo e vorrebbero ridurlo. Parliamo allora di donne che si vogliono sottoporre ad un intervento di mastoplastica riduttiva. Sembra assurdo, ma un seno troppo abbondante può veramente essere un limite anche nel quotidiano. Se non addirittura portare a problemi di salute. Proprio per questo, una volta presa la decisione di ridurlo, la più grande paura che le mie pazienti palesano è che la chirurgia non sia definitiva. La domanda che maggiormente mi sento fare è: “Dopo l’intervento di Mastoplastica riduttiva il seno ricresce?”.E la mia risposta non è del tutto negativa.

Ma vediamo bene chi vuole sottoporsi alla mastoplastica riduttiva, perchè e in cosa consiste. Di seguito risponderemo a questa domanda ricorrente.

Mastoplastica riduttiva: perchè?

Nell’immaginario comune, un seno abbondante è sinonimo di femminilità e sensualità. E vedendo le tante star che lo sfoggiano con orgoglio può sembrare una conferma. Ma c’è il retro della medaglia, ovvero i problemi e le accortezze del quotidiano. Probabilmente accettate da chi lo aumenta per scelta, ma viste come un incubo da chi lo ha ricevuto in dono da madre Natura.

L’  intervento di  mastoplastica riduttiva, al contrario della mastoplastica additiva, che ha essenzialmente un valore estetico, ha invero spesso un valore prima funzionale.

Le principali cause che spingono le donne nel mio studio sono diverse. In genere vengono sollevati problemi legati al peso e al volume del seno da cui deriva un’impossibilità di vivere il quotidiano in modo “normale”.

  • Dolore cronico che colpisce soprattutto schiena, collo e spalle.
  • Irritazioni cutanee che interessano principalmente la parte inferiore del seno.
  • Profondi segni, in alcuni casi tagli, lasciati dalle bretelline del reggiseno. In un reggiseno ben progettato, il sostegno dove essere dato principalmente dalla parte che circonda il torace più che dalle spalline. Quando il volume, e quindi il peso, sono così importanti, tale intimo contenitivo rappresenta veramente un forte aiuto, ma è pensato più per contenere che per valorizzare. Ne segue che sono poco femminili ed esteticamente molto semplici. Muniti di stecche e nastri per aiutare la schiena a sorreggere il peso, spesso diventano veri e propri corpetti contenitivi non di molto differenti da quelli che, dopo secoli di supplizio, le donne hanno eliminato all’inizio del secolo scorso.
  • Difficoltà nel trovare una posizione comoda per la notte.
  • Difficoltà nello svolgere normali attività nel quotidiano.
  • Quasi impossibilità a svolgere sport.
  • Difficoltà nell’abbigliarsi. Spesso una donna con forme di seno abbondanti non riesce a vestire nei normali negozi di abbigliamento o i normali tagli degli abiti. Quello che doveva essere una marcia in più di femminilità, nel quotidiano rappresenta proprio il limite. Insomma, lo shopping che è la valvola di sfogo e “hobby” preferito di molte donne, rappresenta invece per le maggiorate un momento di  “vorrei ma non posso”. La scelta di farsi fare vestiti “su misura” diventa quasi obbligata, se si vuole ben vestire. Sorge quindi una situazione di  “odio” del proprio corpo. E ciò ha una forte valenza anche a livello psicologico andando a minare in modo serio l’autostima.

Chi si sottopone all’intervento di mastoplastica riduttiva?

La mastoplastica riduttiva è molto più richiesta di quanto si pensi. I problemi sopra elencati ne fanno ben capire il motivo. La paziente “tipo” tende ad essere un po’ più facilmente una under 50. Oltre a questa età, pur aumentando talvolta la componente adiposa, si riduce in modo molto significativo il volume della ghiandola mammaria. Ciò causa più spesso una ridotta tonicità ed aumentata discesa del seno, detta anche ptosi mammaria. Vi si pone rimedio più comunemente con un’altra chirurgia: la mastopessi. Se vuoi approfondire questo intervento, puoi leggere:“Introduzione all’intervento di Mastopessi”.

Ma nello specifico qual’è l’identikit della paziente tipo? Sono sostanzialmente 2 tipologie di donna.

  1. Donne nate con un seno molto abbondante, la maggioranza.
  2. Ma anche donne che hanno avuto un forte aumento di peso e quindi anche il volume del seno ha avuto un brusco incremento.

Che relazione c’è tra peso corporeo e volume del seno? E perchè molte donne in carne hanno seni normali, mentre capita di vedere donne esili con un décolleté sproporzionato? Tutto dipende dalla composizione del seno.

Mastoplastica riduttiva: com’è formato il seno?

Per meglio capire come un seno può nascere o diventare insostenibilmente grosso, bisogna prima capire come è fatto anatomicamente.

La sua composizione è semplice:

  • pelle, che funge da involucro.
  • Ghiandola mammaria, che rappresenta la prima parte di reale volume del seno. Ha una dimensione che varia tra i singoli individui e nelle varie età della vita. Florida nell’età fertile. Ipertrofica in gravidanza ed allattamento. Cede volume, atrofizzandosi in menopausa.
  • Tessuto adiposo, che rappresenta la seconda componente che stabilisce il volume del seno.  Anch’esso varia da donna e donna, per peso e forma fisica, ma e anche per età. Al contrario della ghiandola, che perde volume in menopausa, la parte adiposa tende ad aumentare. Se ti incuriosisce capire come il seno si appesantisca dopo la menopausa e come affrontare questo cambiamento, potresti leggere:“Come ridurre il seno in menopausa: cosa funziona veramente?”.

La ghiandola, frammista con tessuto adiposo, poggia sul muscolo grande pettorale che si distende sulle coste che formano la gabbia toracica.

A seconda che a prevalere sia l’una o l’altra parte parliamo di seno adiposo o ghiandolare.

  1. Nel seno ghiandolare, la ghiandola mammaria, occupa il maggior volume totale della mammella. La parte adiposa, che invece può fluttuare con i cambiamenti corporei, risulta minima. Ha quindi un volume più stabile nel tempo.
  2. Il seno adiposo, al contrario, ha una ghiandola che corrisponde ad una percentuale minore del volume totale rispetto all’adipe. Va da sè che in questo caso il cambiamento del peso corporeo, nello specifico l’aumento della massa grassa, ne influenza in modo importante le dimensioni. Possiamo genericamente dire che un aumento di 5/6 kg di peso corrisponde ad una taglia di reggiseno.

Le donne che arrivano a scegliere una mastoplastica riduttiva possono quindi avere un eccesso della componente ghiandolare (le più giovani) oppure una componente mista o prevalentemente adiposa nel salire con l’età.

Cos’è l’intervento di mastoplastica riduttiva?

La mastoplastica riduttiva, come fa intendere il nome, si prefigge di ridurre il volume di un seno reputato troppo voluminoso. Per molte donne rappresenta la via d’uscita da un incubo.

Una volta rimosso la parte di seno in eccesso, per tutte ci sarà la necessità di riproporzionare l’involucro, ovvero la pelle. Tale passaggio è forse quello più spiacevole, poichè lascia inevitabili cicatrici. Solitamente il risultato apporta un miglioramento tale nella vita della persona che vi si sottopone che le cicatrici sono un prezzo minimo da pagare. Se ben curate, e soprattutto se si ha un buon processo di cicatrizzazione (la maggioranza), tendono a sbiadire e divenire poco visibili. Anche perchè sono fatte per essere nascoste da un qualsiasi intimo o costume.

Vediamo nello specifico il percorso chirurgico.

  1. Si effettua un’anestesia generale o locale più sedazione.
  2. Si va a eliminare l’eccesso. A questo riguardo è essenziale che paziente e chirurgo abbiamo fatto un discorso completo ed esaustivo nell’appuntamento pre-operatorio. La quantità di massa da rimuovere è una componente fondamentale. E’ la paziente a dover decidere quanto volume preservare. Solitamente le difficoltà portate da un seno ingombrante, fa arrivare le donne quasi a non volerne più. E’ una reazione eccessiva, ma tipica. Va discussa e ragionata.
  3. Rimosso il seno in eccesso, si chiudono le incisioni.
  4. L’ultimo passaggio è un’attenta fasciatura che ha il fine di creare una pressione esterna a ridurre il gonfiore post-operatorio.

Prima di chiudere questo paragrafo vorrei fare un piccolo inciso.

Può capitare anche che un seno troppo importante sia sul petto di un uomo. E non è neppure tanto raro. Ovviamente in questo caso, l’eliminazione dell’eccesso, ha un valore ancora maggiore soprattutto a livello psicologico. Non parliamo però di mastoplastica riduttiva, ma di intervento per l’eliminazione della ginecomastia. La ginecomastia è una condizione medica che indica un anomalo sviluppo del seno maschile; letteralmente, significa “seno di donna”. Tale situazione ha diverse cause: genetiche, ormonali, farmacologiche o di altra natura. Se vuoi approfondire questa situazione, puoi leggere: “Come capire se è Ginecomastia: scopri come riconoscerla”.

Dopo l’intervento di Mastoplastica riduttiva il seno ricresce?

E veniamo alla domanda chiave di questo articolo:“Dopo l’intervento di Mastoplastica riduttiva il seno ricresce?”. La risposta è: “Potrebbe essere il caso”.

Come la maggior parte degli interventi di chirurgia estetica, il chirurgo apporta il cambiamento, ma è il paziente a doverlo mantenere. Così è anche per la mastoplastica riduttiva.

La chirurgia in se è definitiva, ma il seno continua a far parte di un sistema più grande: il corpo. Alcune variazioni del corpo, dovute all’età, agli sbalzi ormonali o ad altre situazioni della vita, potrebbero influire anche sul seno e farlo nuovamente aumentare di volume.

Come prima cosa, bisogna chiarire che, affinchè si scongiuri un nuovo aumento di volume, la paziente deve aver completamente terminato lo sviluppo.

Con il passaggio da bambina a donna, il seno è in fase evolutiva cambiando progressivamente la forma ed il volume. Ciò è dovuto in particolare a due cambiamenti in atto:

  • la ghiandola mammaria si sviluppa sino alla sua dimensione finale.
  • L’adipe di tutto il corpo aumenta per creare le nuove forme. E così aumenta anche sul seno. Anche se nella giovane età tende ad essere la componente minoritaria.

Tuttavia spesso è difficile far capire alla pazienti adolescenti che devono attendere.

Del resto la loro “fretta” è anche comprensibile . Un seno abbondante richiama su di se molta attenzione,  disagio e, a volte, scherno . Ma operare prima del completo sviluppo non può che essere una soluzione momentanea, quindi sostanzialmente inutile. Tengo a precisare che, non opero mai prima della maggiore età, qualsiasi sia la richiesta. Fa eccezione solo l’otoplastica, ma è un altro discorso.

Ad ogni modo, anche se la paziente è adulta, non si ha mai la certezza che il seno non ricresca dopo una mastoplastica riduttiva. Vediamo cosa può causare una tale inconveniente:

  • Forte aumento di peso. Se dopo la chirurgia si ha un aumento di peso, l’adipe tenderà a ridistribuirsi in tutto il corpo. Come abbiamo visto, il volume del seno è dato dalla ghiandola mammaria e dall’adipe. E quindi il grasso si ridepositerà anche nelle mammelle.  Per scongiurare quindi questa possibile causa, consiglio sempre di mantenere un peso stabile dopo la mastoplastica riduttiva.

Inoltre si instaurerebbe un’ altra dinamica pericolosa per il seno. Se infatti si ingrassa e si ha poi la determinazione a perdere il peso accumulato. Con ciò si potrebbe sicuramente eliminare il nuovo volume accumulato anche sul seno. Tuttavia ci si potrebbe ritrovare davanti ad un altro problema: un seno cadente. La pelle che ricopre il seno, come quella di tutto il nostro corpo, tende a seguire le variazioni volumetriche del nostro corpo. Ma non in eterno e non sempre: l’età e le variazioni troppo veloci, per esempio, potrebbero rappresentare un serio ostacolo alla retrazione cutanea.

  • Gravidanza. Rimanere in “dolce attesa” è sicuramente uno dei momenti più belli nella vita di una donna. Ma è anche uno dei periodi in cui il orpo della neomamma ha il maggior numero di cambiamenti. Tutti sanno che le donne, nel periodo della gravidanza, hanno un significativo aumento di peso e quindi anche del seno. I principali colpevoli sono gli ormoni, gli estrogeni in particolare. Questo ormoni sono importantissimi poichè contribuiscono alla maturazione degli organi riproduttivi femminili. E il tessuto mammario è molto sensibile alla loro azione. Nella maggior parte dei casi, l’aumento è momentaneo, dovuto anche alla montata lattea, ma come per qualsiasi donna regredirà dopo il parto e l’eventuale allattamento.

Nel caso in cui una donna abbia in programma una gravidanza consiglio comunque di attendere a sottoporsi alla chirurgia. Questo per evitare di compromettere la possibilità di allattare. Cosa che verrebbe inevitabilmente messa a serio rischio con un intervento di mastoplastica riduttiva.

Se vuoi maggiori informazioni sulla mastoplastica riduttiva, ti suggerisco di leggere anche:“Scopri l’intervento di Mastoplastica Riduttiva!oppure contattami per avere un appuntamento nel mio studio.

 

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