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Come ridurre il seno in menopausa: cosa funziona veramente?

Marilyn Monroe diceva: “I diamanti sono i migliori amici delle donne”. Dal mio osservatorio oserei quasi modificare questa affermazione. Mi viene infatti da dire più semplicemente quasi che “Il seno è il miglior amico delle donne”. Può sembrare un’esagerazione ma non lo è. Il seno di una donna è un compagno di viaggio che la segue, si modifica con lei durante tutta la sua vita e la identifica come tale. E sicuramente è la parte del corpo che maggiormente mi viene chiesto di migliorare nel percorso scelto per diventare più attraente. Più grande, più piccolo, più alto, più sodo… insomma, possono esserci varie richieste.
Durante la pubertà si attende ansiose la sua formazione. In età adulta diventa un alleato nella vita di tutti i giorni: per vedersi femminili, per sedurre, insomma per sentirsi belle. In gravidanza e allattamento cresce per permettere l’allattamento. Infine in menopausa segue il fisiologico cambiamento del corpo e la maggiore influenza della forza di gravità.
Oggi avere un bel seno è importante per moltissime donne e a tutte le età. Il nostro, oltre ad essere il secolo dell’apparire, è anche il secolo della riscossa delle “over”. Donne che anagraficamente potrebbero essere, e magari lo sono, mamme e nonne, ma che non accettano di essere relegate solo a questo ruolo. Cercano di apparire e di farlo al meglio, talvolta quasi in una competizione con le figlie o con donne che potrebbero esserlo. Ovviamente non possiamo fare di questa tendenza la normalità, ma sicuramente una maggiore attenzione alla forma e all’estetica è oggi molto percepibile. Non parlo solo di casi estremi, ma anche di semplici attenzioni che fino alla metà del secolo scorso non sarebbero state ritenute essenziali.
Essere belle dopo i 50 e più non è cosa semplice. La natura, per ogni essere vivente, ha pensato ad un ciclo vitale. E proprio ai 50 anni circa ha stimato la fine dell’età fertile e quindi della necessità di attrarre un compagno col fine di far proseguire la specie. Ha quindi deciso di programmare un cambiamento importante nel corpo delle donne: la menopausa.
Ed è prorprio del seno in menopausa che si vuole occupare questo articolo.
Un seno giovane risulta facilmente alto e sodo. A meno di casi particolari. Il passare del tempo però lascerà inevitabilmente i suoi segni. Soprattutto dopo il sopraggiungere della menopausa.
Il seno e tutti i tessuti del corpo umano iniziano a perdere tono e salute. La pelle dice addio alla elasticità di un tempo, le ossa ed i muscoli iniziano ad indebolirsi. Ma per il seno c’è un ulteriore cambiamento tipico di questa fase ed è la sua composizione. Gli ormoni che prima rendevano la donna fertile, gli estrogeni, iniziano ad essere prodotti in quantità sempre minori. E la ghiandola mammaria responsabile della produzione del latte materno, ormai “inutile”, tende ad atrofizzarsi rimpicciolendosi.
In altre parole si va perdendo la componente ghiandolare che dà consistenza a favore della componente adiposa che invece causa una riduzione del tono della mammella. Oltretutto in questa fase della vita uno dei cambiamenti tipici è l’aumento del tessuto adiposo corporeo che spesso porta quindi ad un ulteriore aumento del volume del seno nella sua parte grassa. Pertanto talvolta si può assistere ad un aumento del volume e peso mammario in menopausa che può essere più o meno importante. E ciò, in questa età, risulta per la maggior parte delle donne un fattore negativo. Perché, come abbiamo visto, sopraggiunge in un periodo in cui i cambiamenti del corpo sono molti. Spesso più veloci del tempo necessario per razionalizzarli ed accettarli.
Tra questi un ruolo determinante è dato dall’indebolirsi dell’apparato muscolo schelettrico, deputato, tra le altre cose, a sostenere il corpo in posizione eretta. E ciò potrebbe essere un problema se il seno fosse già grande di sé. Oppure diventasse ancora più grande a causa dei cambiamenti appena menzionati. Sappiamo che un seno grande rappresenta giornalmente uno stress importante alle strutture che lo supportano, tipicamente la pelle ed i suoi legamenti. Questo ovviamente fin dalla giovane età. Con la menopaura però tali strutture di supporto hanno già perso molta dell’antica elasticità che permetteva di fare fronte alla forza di gravità con più efficacia. Quindi il seno, oltre che pesante e poco tonico appare anche molto disceso.
I cambiamenti appena espressi fanno il paio con il fisiologico indebolimento della schiena e spalle. Deputati a mantenere il corpo eretto nonostante il peso del seno. Il quale quindi è come se gravasse sempre di più con il progredire di tale indebolimento. Questo induce ad uno stile di vita ancora più sedentario per via dei dolori vari conseguenti. E con la sedentarietà l’indebolimento del corpo procede indisturbato e a velocità sostenuta. Un bel circolo vizioso, insomma.

Convivere bene con un seno grande in menopausa si può, naturalmente…

Al circolo vizioso appena accennato si può però porre un freno. O meglio far trovare un corpo preparato.
Le soluzioni non sono poi così diverse da quelle che ci garantiscono un buon invecchiamento.
La più importante di tutte è sicuramente l’attività fisica. Con questo non intendo la semplice camminata quando non piove. O meglio, per chi non fa proprio nulla, quello può essere una sorta di inizio. Ma solo un inizio, poi si può e deve andare oltre. Come dicevo prima il seno grava sulle spalle e la schiena che vengono indeboliti molto a cominciare da questa fase attraverso due processi tipici dell’invecchiamento: l’osteoporosi e la sarcopenia. Che altro non sono che l’involuzione che avviene naturalmente con l’età a carico delle ossa e dei muscoli. Esiste un modo per rallentare questo processo? Si, senza il minimo dubbio. Sto parlando di un’ attività fisica regolare che solleciti appunto il sistema muscolo-schelettrico nella sua totalità. Deve essere una attività programmata, costante che vada a stimolare i vari distretti muscolari in modo progressivo. Un tale lavoro è possibile solo in palestra con dei lavori specifici contro una resistenza (pesi, anche del proprio corpo, e/o elastici). Fattibile anche a casa per chi sa cosa fare ed ha un qualche attrezzo. A questo da aggiungere una attivita aerobica che mantenga tonico il sistema cardio-respiratorio almeno 3 volte a settimana (corsa, bicicletta, nuoto, rampe di scale).
Alimentazione. Molto semplice. Via i carboidrati a rapida assimilazione (dolci, pasta, pane, riso bianco ecc). Ad eccezione delle fasi precedenti uno sforzo fisico intenso e prolungato. Aumentare la quota proteica. La troviamo nel mondo vegetale in maggior quantità nei legumi, frutta secca, semi. Nel mondo animale da prediligere uova, carni magre allevate al pascolo, pesce di piccola taglia e possibilmente pescato. Questo serve per sostenere l’aumentata attività muscolare tesa a combattere la sarcopenia (perdita di tono e volume muscolare) incombente. Il tutto immerso in una base di prodotti vegetali i quali sono ricchi di antiossidanti, fibre, vitamine e sali minerali. Visivamente questi possono tranquillamente rappresentare il 70-80% del volume di cibo che che mangiamo. Variare deve essere la routine.
Queste due regole semplici permettono aumentare in modo esponenziale la possibilità di invecchiare forti, fisicamente indipendenti e senza borsette piene di farmaci. Ovviamente ognuno poi farà la propria scelta di vita.
Detto questo, un seno grande e pesante che diventa troppo limitante la vita quotidiana alla fine non potrà che essere corretto se non chirurgicamente. Detto altrimenti, mantenere un seno sodo in menopausa si può: chirurgicamente…
Le soluzione elencate sopra non possono aiutare se l’idea è quella di alleggerire in ogni caso il seno, dandogli una forma e tonicità più giovanile. Ci sono due chirurgie che possono risolvere il problema del seno ingombrante e senza tono: la mastoplastica riduttiva e la mastopessi.
La mastoplastica riduttiva, come dice il nome, non mira ad altro che ridurre il volume complessivo del seno. E’ ideale per quelle donne in cui il peso rappresenta il problema principale. Il beneficio di tale intervento è quindi immediato. Con effetti nella postura e nella libertà di movimento. Il bonus è che, nell’essere ridotta, la mammella viene anche rialzata. Quindi si ottiene una miglioria anche estetica.
La mastopessi invece, lavora specificatamente per riproporzionare e rialzare un seno svuotato e caduto qualora il volume non fosse eccessivo. Utile quindi quando non è tanto il peso a disturbare ma la perdita di tono e forma. La tecnica di solito reca con sé anche una piccola riduzione di seno che è eventualmente recuperabile con una piccola protesi per chi lo volesse e partisse però da un seno di dimensioni moderate.
Ecco dunque due soluzioni mirate per recuperare un seno che inevitabilmente cambia in modo più deciso al raggiungimento di questa fase della vita.

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