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Come funziona l’intervento di Mastoplastica correttiva ascellare?

Si chiama ipomastia. E’ quella condizione per la quale lo sviluppo del seno è avvenuto solo in minima parte. O per nulla.

L’intervento di mastoplastica è quello che ci permette di venire incontro a questo problema. Può essere eseguito in varie modi, come vedremo.

Tuttavia un accento particolare verrà dato in questo articolo alla mastoplastica correttiva fatta per via ascellare.

Sviluppo del seno

 Come ben noto, il seno si sviluppa negli anni della pubertà. Ciò che ne determina il volume sono due componenti:

  1. la ghiandola mammaria;
  2. il tessuto adiposo.

tuttavia quando parliamo di sviluppo del seno ci riferiamo alla prima componente delle due.

Il suo formarsi ed ingrandirsi è sostanzialmente determinato dalla presenza di recettori ormonale nelle cellule ghiandolari. I quali possono essere più o meno rappresentati.

In genere se un seno non si è sviluppato entro l’adolescenza, è molto improbabile che lo faccia successivamente a meno di squilibri ormonali.

Il tessuto adiposo segue invece i cambiamenti della percentuale di grasso corporeo durante la vita. Aumentando però in modo sostanziale, rispetto alla ghiandola che invece diminuisce, con la menopausa.

Come affrontare l’assenza di volume della mammella

Psicologicamente per una donna il mancato sviluppo del seno può rappresentare un fattore determinante nel minare la propria autostima ed il comportamento durante le interazioni sociali.

Fortunatamente è possibile venire incontro a chi fosse affetta da ipomastia con un intervento di mastoplastica additiva. Il quale consiste nel creare un apposito spazio nel quale inserire una protesi di silicone.

Tale tasca mammaria può essere confezionata in piani differenti:

  • sottoghiandolare, vale a dire sotto la ghiandola mammaria (ma sopra il muscolo). Una variante della quale è l’alloggiamento sottofasciale, abbastanza usata come opzione nel caso della mastoplastica correttiva per via ascellare.
  • Sottomuscolare o, meglio, sottopettorale. Una variante di questa versione invece è la tasca “dual plane”. Per approfondire tale tecnica in particolare, ti invito a leggere: “Mastoplastica additiva, la tecnica Dual Plane per rimodellare il seno”.

Per quanto riguarda gli accessi usati, la mastoplastica additiva, che appunto mira ad essere correttiva la mancanza di seno, può essere: trans-ascellare, inframammaria o periareolare.

Mastoplastica correttiva per via trans-ascellare

  • La protesi viene inserita attraverso una incisione nel cavo ascellare, appena dietro al bordo del muscolo grande pettorale.
  • Da lì la tasca può essere creata sotto il muscolo grande pettorale (più comunemente), oppure sottoghiandolare.

Mastoplastica correttiva per via inframammaria 

  • L’incisione per accedere al seno è eseguita seguendo il solco inframammario per 3- 4 cm nella grande maggioranza dei casi.
  • Come l’approccio trans-ascellare, questa via è sicuramente più “anatomica”, lasciando indisturbato completamente il tessuto ghiandolare.

 Mastoplastica additiva per via periareolare

  • Si accede al seno attraverso una incisione lungo il bordo periareolare inferiore.
  • La vicinanza al capezzolo rende questo approccio leggermente più rischioso in termini di sensibilità post-operatoria oltre che minacciare potenzialmente di più la capacità di allattare. Per queste ragioni la perfetta esecuzione della tecnica chirurgica seguendo i piani giusti è in questo caso ancora più importante.

 La mastoplastica additiva e correttiva ascellare: pro e contro.

 Pro

  • L’incisione è apparentemente meno visibile, essendo collocata nel cavo ascellare. E’ questo forse il suo vantaggio più importante che attrae particolarmente  le pazienti.
  • Soprattutto quando si sceglie la tasca sottopettorale (la maggior parte delle volte), la ghiandola mammaria non viene minimamente toccata.
  • Può essere eseguita anche con tecnica endoscopica. Questo permette una più accurata visibilità della tasca di alloggiamento della protesi. E quindi una maggiore precisione nel controllare eventuali sanguinamenti.

Contro

  • Quello che è un loro vantaggio principale potrebbe anche rivelarsi, in alcuni casi, uno svantaggio. Infatti benchè le cicatrici non siano sul seno, si trovano in un area nella quale, se non di buona qualità, potrebbero essere scorte qualora si usassero di vestiti senza maniche oppure abbigliamenti balneari. E pertanto anche in contesti potenzialmente “sociali” e non solo “intimi”, come per gli altri due approcci.
  • L’altro svantaggio è di natura puramente tecnico-chirurgica. E’ infatti più difficile controllare eventuali sanguinamenti durante l’intervento poiché si opera da una distanza maggiore e la visibilità tende ad essere inferiore, a meno di usare la tecnica endoscopica.
  • Per la stessa ragione tecnica, è anche più difficoltoso creare con la stessa precisione una alloggiamento “dual plane”.

Conclusione

L’intervento di mastoplastica additiva per via trans-ascellare a correggere un mancato sviluppo del seno è una valida tecnica alternativa alle altre due possibili. Generalmente è amata dalle pazienti poiché la cicatrice (seppur minima) non è posizionata sul seno.

Se ti interessa sapere qualcosa in più su post operatorio della mastoplastica additiva, indipendentemente dall’accesso chirurgico: “Tempi di recupero Mastoplastica additiva sottomuscolare e sottoghiandolare”.

Se vuoi avere invece una visione più generale dell’aumento del seno: “Scopri tutto sulla Mastoplastica additiva!”.

Ancora, se preferisci sia uno specialista a consigliarti, contattami, sceglieremo insieme la tecnica più adatta a te.

 

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