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A cosa serve il drenaggio al seno dopo un intervento di Mastoplastica?

Quando si parla dell’ intervento di mastoplastica ci si può riferire a tre tipi di chirurgia diversa: mastoplastica di aumento (la più comune), di sollevamento e di riduzione.

Una questione che viene abbastanza sollevata dai pazienti durante la visita preliminare e se verrà messo un drenaggio al seno dopo la mastoplastica. E’ un tema su cui non viene seguita una linea comune tra i chirurghi. C’è chi li usa e chi no. In questo articolo ti spiego quale sia la mia posizione a riguardo e perché.

Perchè il drenaggio?

Inizio col dirti che dopo una chirurgia, non solo estetica, quando si è creato uno spazio vuoto, vuoi per una escissione di una qualche massa, vuoi per uno scollamento e separazione di due diversi strati tissutali, il nostro corpo inizia il processo di guarigione riempendo questi spazi per poi farne aderire le pareti attraverso la formazione di un tessuto cicatriziale.

Il tutto  avviene grazie ad una raccolta di sangue oppure alla produzione di un fluido sieroso di colore giallastro che essuda dalle pareti dei tessuti traumatizzati.

Tale accumulo di fluidi, se in moderate quantità, è considerato fisiologico. Tuttavia talvolta la quantità è rilevante al punto da generare due situazioni cliniche in cui si potrebbe dover reintervenire per risolverle. Esse sono:

  1. Ematoma, o raccolta di sangue fuoriuscito da vasi sanguigni.
  2. Sieroma, o raccolta di quel liquido sieroso che ho menzionato poc’anzi.

L’uso del drenaggio post chirurgia, e quindi anche il suo uso al seno dopo un intervento di mastoplastica, avrebbe la funzione di impedire il formarsi di una raccolta di fluido in modo eccessivo.

Cos’è il drenaggio?

Il drenaggio in genere è rappresentato da un tubicino posizionato nell’area chirurgica e connesso esternamente ad una qualche forma di aspirazione . Vale a dire ad un meccanismo che genera una pressione negativa.

Questo è di solito un contenitore in cui viene raccolto il liquido che si forma nella cavità o spazio morto creato dalla chirurgia.

Nel caso dell’ intervento di mastoplastica, esso viene rimosso di solito entro 24 o 48 ore nella grande maggioranza dei casi.

Drenaggio al seno post mastoplastica additiva

  • L’intervento di mastoplastica additiva prevede la creazione chirurgica di uno spazio atto ad accogliere la protesi.
  • Tale spazio può essere fatto sotto la ghiandola oppure il muscolo grande pettorale. Per approfondire una delle tecniche oggi in uso:“Mastoplastica additiva, la tecnica Dual Plane per rimodellare il seno”.
  • La tasca è solitamente confezionata in modo tale che accolga esattamente la protesi. In modo che questa non si sposti.
  • Il chirurgo che colloca il drenaggio lo mette proprio in questo spazio, attorno alla protesi.
  • Tipicamente il drenaggio viene fatto uscire attraverso la pelle dal lato del seno. E’ quindi da qui che verrà rimosso.

Per avere maggiori informazione su questa chirurgia: “Scopri l’intervento di Mastoplastica Additiva!”.

 Drenaggio nell’intervento di mastoplastica riduttiva

  • La mastoplastica riduttiva prevede l’escissione di parte della ghiandola mammaria e della pelle ad essa annessa.
  • Esistono molte tecniche per eseguire questo intervento di mastoplastica. La maggioranza prevede un ampio scollamento e separazione tra la ghiandola mammaria ed il muscolo grande pettorale.
  • Pertanto, dopo la fine dell’intervento, quando cioè il tessuto mammario rimasto è stato riposizionato sopra il muscolo grande pettorale, questa area scollata rappresenta quello che viene chiamato in chirurgia spazio morto. E rimane tale fino a che i due tessuti separati (seno e muscolo in questo caso) non si siano cicatrizzati insieme. Il che avviene, con un minimo di consistenza, dopo 7-10 giorni.
  • Esso è uno spazio non visibile se si facesse un esame investigativo come l’ecografia, per esempio. Tuttavia è potenzialmente riempibile dai fluidi di cui sopra, che si formano tipicamente dopo un trauma quale è la chirurga.

Per avere maggiori informazione su questa chirurgia: “Scopril’intervento di Mastoplastica Riduttiva”.

 Mastoplastica di sollevamento e drenaggio dopo l’intervento

  • L’intervento di mastoplastica di sollevamento ha il nome di mastopessi.
  • Può essere eseguito aggiungendo anche delle protesi (mastopessi di aumento) oppure senza. Per approfondire questa chirurgia “Mastopessi con protesi o senza protesi? I pro e i contro”.
  • Nel caso della mastopessi di aumento o additiva ricadiamo in quanto detto per l’intervento di mastoplastica.
  • Se invece si eseguisse una mastopessi semplice, si andrebbe a creare, nella maggioranza delle tecniche usate per questo intervento, la situazione descritta nel caso della mastoplastica riduttiva. E cioè uno scollamento abbastanza ampio tra ghiandola mammaria e muscolo.

 Ecco il mio approccio al drenaggio al seno dopo una mastoplastica

La mia posizione riguardo ai drenaggi è strettamente derivante dalla mia personale esperienza con l’intervento di mastoplastica in quasi 20 anni e confrontandomi spesso con chirurghi da tutto il mondo. Chirurghi però che eseguano o abbiano eseguito tale chirurgia con volumi molto alti.

Da ormai circa 14 anni non uso più alcun drenaggio in alcuno dei tre interventi descritti sopra. Ti spiego quindi le mie ragioni.

Drenaggio al seno dopo la mastoplastica additiva?

  • Devo dire che osservando i colleghi, in Italia ed all’estero, questo è l’intervento di mastoplastica in cui la tendenza a non usare il drenaggio è più seguita.
  • La ragione per cui non uso il drenaggio al seno post mastoplastica additiva è perché la protesi stessa, se la tasca in cui è alloggiata è stata fatta della giusta dimensione, agisce dall’interno creado una certa pressione sui tessuti.
  • A questa pressione si aggiunge quella più sostenuta che agisce dall’esterno ed è generata dalle fasce compressive.
  • Il tutto a creare una pressione totale all’ interno della tasca dove è alloggiata la protesi piuttosto sostenuta. Riducendo quindi molto la possibilità che si formi una raccolta di sangue a seguito di un eventuale sanguinamento.
  • Tali fasce sono tenute per tutta la prima settimana.
  • Il grosso vantaggio per il paziente è non avere l’impiccio dei drenaggi da rimuovere. La mobilizzazione post operatoria è più semplice e rapida.
  • Inoltre il drenaggio in chirurgia poi rappresenta una possibile via d’accesso retrograda per una eventuale contaminazione batterica.

Drenaggio al seno dopo la mastoplastica riduttiva?

  • In proporzione, sicuramente più chirurghi mettono i drenaggi al seno dopo questo tipo di mastoplastica rispetto all’additiva.
  • Ed anche a ragione poiché l’area chirurgica è ben più ampia. Pertanto il rischi di accumulo di fluidi maggiore.
  • Tuttavia nemmeno in questo caso uso i drenaggi.
  • La ragione sta nel fatto che parte del tempo chirurgico la impiego per chiudere lo spazio morto (creato dalla separazione tra ghiandola mammaria e muscolo pettorale) mettendo vari punti di sutura interni a sigillare tale spazio. Che quindi non è più riempibile con eventuali raccolte di fluidi.

Drenaggio al seno dopo la mastoplastica di sollevamento (mastopessi)?

  • Le ragioni per cui non uso i drenaggi in questo intervento sono le stesse spiegate per i due precedenti interventi di mastoplastica.
  • Applicabili quindi sia alla la mastopessi di aumento che alla mastopessi senza protesi.

Conclusioni

L’uso dei drenaggi al seno dopo una mastoplastica è sempre una questione abbastanza dibattuta che divide spesso i chirurghi. La mia scelta di non usarli è motivata in questo articolo. Essa è sicuramente resa molto solida dalla mia esperienza negli ultimi 14 anni. Ma ancora di più da quella di tanti altri colleghi che, similmente, non usano i drenaggi per questi interventi.

Se volessi ulteriori informazioni o volessi chiarire altri dubbi non devi fare altro che contattarmi.

 

 

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