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Come massaggiare il naso dopo l’intervento di rinoplastica?

La rinoplastica o rinosettoplastica, a seconda che si vada ad agire solo sull’estetica del naso o anche sulla funzionalità, è una delle chirurgie maggiormente richieste. Nella mia personale casistica viene al secondo posto dopo la mastoplastica additiva. Permette di ovviare ad un problema o disagio che altrimenti non potrebbe essere nascosto o risolto. Devi sapere che il tempo in cui si matura la volontà di sottoporsi alla chirurgia ha molto a che fare con la capacità individuale di resistere al disagio che che ci crea in mezzo ad altra gente. Per non parlare quando si devono fare delle foto. Un brutto naso non può essere celato in alcun modo essendo posto in una posizione a diretta visibilità. Capirai facilmente come possa avere un forte impatto psicologico sulla persona. Probabilmente il più forte tra tutte le chirurgie.
Rimane però anche una delle chirurgie che porta con se il maggior numero di falsi miti o credenze errate. Insomma di freni mentali che contrastano la volontà di procedere. Quest’ultima però prima o poi tende ad prevalere. Soprattutto se ti capitasse di fare due chiacchere con un chirurgo.
Una delle cose che maggiormente spaventa i pazienti che si vogliono sottoporre ad una rinoplastica è il post operatorio. Più precisamente il gonfiore e i lividi che si creano dopo questa chirurgia.  Se vuoi approfondire le tipologie di intervento al neso leggi anche Rinoplastica aperta o chiusa? Scopri le differenze!
Essendo una chirurgia, edemi (gonfiore) ed ecchimosi sono inevitabili. Non esiste chirurgia senza trauma e non esiste trauma senza manifestazioni esterne più o meno evidenti.
Quando ci si sottopone ad una chirurgia, il corpo passa da uno stato di presunto benessere generale, ad uno di parziale malessere. Che non significa che dopo una chirurgia si debba inevitabilmente stare male. Ma che la chirurgia rompe l’equilibrio di un corpo sano, o presunto tale, attraverso l’inevitabile manipolazione della parte interessata. Ciò dà il via a diverse reazioni. Edema e ecchimosi in primis. Queste reazioni sono dovute all’aumento di fluidi corporei negli spazi interstiziali dell’organismo.
Il liquido interstiziale normalmente serve al nostro corpo per favorire gli scambi tra le cellule dei vasi sanguigni e le cellule dei tessuti. Queste due cellule, infatti non sono in diretto contatto fra loro. Ma si scambiano elettroliti, ormoni, sostanze nutritive e di scarto, indispensabili all’organismo per vivere e funzionare adeguatamente, proprio grazie ai liquidi interstiziali.
La parete dei vasi capillari si comporta come una membrana semipermeabile. Trattiene gran parte delle proteine all’interno del vaso e lascia passare liberamente l’acqua e le sostanze più piccole. La mobilità di queste sostanze è regolata da due forze opposte: la pressione idrostatica e
la pressione colloido-osmotica. Normalmente i liquidi si compensano e la loro quantità rimane stabile nel tempo. L’eventuale liquido interstiziale in eccesso diviene linfa e viene assorbito dai vasi linfatici che si trovano in prossimità dei vasi sanguigni. Per poi tornare in un secondo tempo nel circolo sanguigno. Prima però dovrà essere depurato da batteri ed arricchito da linfociti ad anticorpi.
Quando però si è sottoposti ad una chirurgia, quindi dopo un trauma, questo equilibrio viene rotto. Il liquido interstiziale comincia ad accumularsi al di fuori dei capillari formando un edema (gonfiore appunto). In chirurgia estetica più comunemente un linfodema.
Bisogna quindi limitare la fuoriuscita di liquido per limitare il gonfiore. Solitamente le chirurgie provocano edemi localizzati all’area trattata, che si risolvono in tempo relativamente breve e con semplici accorgimenti. Nel caso della rinoplastica, il gonfiore compare nelle prime 24/48 ore. Piccoli accorgimenti presi sin da subito possono realmente cambiare la situazione. Prevenire o limitare il gonfiore è semplice. Il freddo, come per ogni trauma è un ottimo tampone. Infatti causa una vasocostrizione e quindi i vasi danneggiati dal sangue tendono a fare fuoriuscire meno liquidi nello spazio interstiziale tra le cellule. Non si deve applicare nulla sopra il naso. Tantomeno direttamente sulla pelle. Basta posizionare qualcosa di freddo in un fazzoletto ai lati del naso o sulla fronte.
Un forte aiuto è dato anche dalla posizione durante i primi giorni postoperatori. Il capo deve sempre essere tenuto in posizione rialzata rispetto al corpo. Ottimo utilizzare un paio di cuscini o una poltrona reclinabile per le prime settimane. Diminuendo la pressione sanguigna si riduce lo starvaso di liquidi fuori dai vasi sanguigni.
Ovviamente questi consigli limitano l’edema, non lo evitano. Per ottimizzare la situazione e sgonfiare la parte, spesso sono consigliati dei massaggi linfodrenanti post-operatori. Questo tipo di massaggio, si usa come cura dopo diverse chirurgie. Ha la capacità di riattivare il sistema linfatico aiutandolo a drenare i liquidi in eccesso e riportandolo al pieno funzionamento. Si tratta di massaggi di diverso tipo. Accumulati da manipolazioni superficiali e stimoli precisi.
Come molte altre parti del corpo anche il naso trae giovamento da questa tipologia di massaggio. Oltretutto è fattibile dal paziente stesso. Il consiglio è quello di spendere qualche minuto 2-3 volte al giorno con movimenti lenti e profondi delle dita. Ci si può aiutare con una crema idratante a rendere il movimento più fluido. La parte alla quale bisogna prestare più attenzione è l’area della punta e quella appena sopra essa (chiamata supratip). Qui è dove il gonfiore tende ad essere più importante e lento a riassorbirsi. Partendo dalla base della punta si sale lungo il dorso del naso fino alla fronte esercitando una buona pressione contro la struttura portante del naso fatta da cartilagini ed ossa. Un altro movimento da eseguire con i due indici parte dalla punta scendendo lateralmente e facendo pressione soprattutto nell’area appena sopra la punta menzionata poco fa (supratip). Un terzo movimento lo si fa alla base delle due pareti laterali del naso dirigendosi lateralmente verso le guance. Quest’ultimo ha lo scopo principale di ridurre il gonfiore nell’area delle fratture delle ossa nasali.
Il naso dopo avere tolto la placchetta può essere dolente al tatto. I massaggi hanno anche lo scopo di ridurre molto più rapidamente tale dolenzia. Infatti non fare i massaggi farebbe permanere questa sensazione al tatto per un tempo molto più lungo.
Concludo quindi dicendo che solo se si seguono tali indicazioni si riesce ad ottimizzare e rendere più rapido il recupero post-operatorio arrivando prima al risultato finale

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