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È normale avere la febbre dopo un intervento chirurgico?

È normale avere la febbre dopo un intervento chirurgico?

Domanda che ricevo piuttosto spesso, ho pensato di chiarire i dubbi dei miei pazienti in questo articolo.

Ecco la risposta del video:

“Gli interventi di chirurgia estetica, similmente a qualsiasi altro intervento chirurgico, rappresentano uno stress importante per il nostro corpo, il quale risponde rilasciando dei mediatori chimici che causano un’infiammazione generalizzata.
Alcuni di questi sono anche responsabili di un aumento leggero della temperatura, quindi una febbricola di 37.3-37.4 Cº nei primi
giorni post operatori è da considerarsi sicuramente normale; dovesse questa invece alzarsi un po’ di più di quello… Beh, allora ti consiglierei di magari contattarmi, per valutare la situazione.”

È normale avere la febbre dopo un intervento chirurgico?

La chirurgia estetica, come tutta la chirurgia ha avuto una profonda e lunga evoluzione dalla sua nascita. Anche se non sempre la poca invasività e la ricerca del risultato migliore con il “danno” minore sono state la chiave, oggi lo sono. E lo sono ancor di più in un ramo molto particolare della chirurgia plastica, come quella della chirurgia estetica, dove il fine ultimo del paziente è stare bene, non solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico. Chi si sottopone ad una chirurgia estetica, non sempre è spinto dalla necessità di ovviare ad una questione relativa ad una alterazione morfologica importante o molto ovvia. Non raramente alla base vi è più un “movente” di natura effettiva oppure quello  di superare un problema soggettivo, di accettazione di sé. E quindi di autostima. Anche se queste ultime due ragioni sono spesso una conseguente all’altra.

Nonostante negli ultimi anni si sia arrivati a procedure realmente poco invasive, rimane il fatto che, ogni intervento chirurgico, rappresenta pur sempre un trauma per il nostro corpo, benchè appunto di minore entità. A questo trauma il corpo reagisce in molteplici modi ed intensità, spesso correlati anche ad età e salute generale. Si possono avere semplici dolori, lividi e gonfiori, fino a segnali più importanti, fra i quali l’innalzamento della temperatura corporea. Questo sintomo, nella maggior parte dei casi è trascurabile. Parliamo di una temperatura che arriva ad un massimo di 37,5°C e passa generalmente in due-tre giorni. Tale febbricola è dovuta al rilascio del nostro corpo di alcuni mediatori chimici che vengono diffusi durante il processo infiammatorio innescato dal trauma, sia esso chirurgico oppure di altra natura. Questo processo infiammatorio è assolutamente normale ed è bene che avvenga. E’ proprio grazie ad esso che molte sostanze chimiche vengono rilasciate in loco (cioè nell’area dove il trauma, chirurgico o non, è avvenuto) permettendo l’inizio della guarigione dei tessuti danneggiati dal trauma stesso. Tale è infatti la ragione principale della liberazione di queste molecole. E però non tutte le sostanze rilasciate si occupano di questo, o solo di questo. Ovvero della effettiva guarigione dei tessuti. Ecco allora che, come contorno alla guarigione già in atto, ci possono essere  sintomi o segni quali dolori, gonfiori, lividi e febbri moderate. Sono questi ultimi una serie di effetti collaterali del processo infiammatorio.  Ed è proprio questa la ragione per cui sarebbe opportuno limitare l’uso di eventuali antiinfiammatori a qualche giorno solamente. Essi infatti attenuano sì i sintomi sopra citati che a noi danno fastidio. Ma anche i fondamentali processi della guarigione che sta avvenendo. Quindi non abusiamo di questi farmaci (dovrebbero essere di ausilio solo nelle fasi più acute) ed accettiamo senza troppe preoccupazioni questa leggera febbre per qualche giorno, dovesse manifestarsi.

Da aggiungere che già normalmente la nostra temperatura oscilla nell’arco della giornata e anche a seconda del momento di misurazione. In un corpo sano la temperatura minima si ha la mattina, si aggira intorno ai 36/36,5°C, mentre la massima si ha nel pomeriggio con picchi che possono arrivare anche sino ai 37°C e talvolta un poco oltre. E’ bene anche sapere che il nostro corpo è solito reagire ad un qualsiasi sforzo con l’innalzamento di circa 0,5°C. Nel caso di sforzi importanti e prolungati invece si può avere una vera e propria febbre per 1-2 giorni. La quale è normale e correlata alla infiammazione conseguente al diffuso danno muscolare causato dallo sforzo intenso.

Altra cosa invece è una febbre post-chirurgica più consistente, sopra i 38 gradi. Specialmente quando sale e scende a picchi giornalieri. In questo caso avvisare il chirurgo con solerzia è fondamentale.

Una febbre di questa entità  nei giorni o prime settimane successive ad un intervento potrebbe far pensare più comunemente alle sottostanti situazioni cliniche:

  1. Ascessi. Possono sorgere dopo qualsiasi chirurgia, non solo estetica. Sono caratterizzate da una infezione severa dove è avvenuta la chirurgia che può avere varie cause. La caratteristica principale è che l’infezione forma un accumulo di pus in uno spazio chiuso. E’ pure molto dolente, di solito.
  2. Polmoniti. Rare. In chirurgia estetica sono più comuni dopo un’addominoplastica per la combinazione tra l’immobilità del paziente e la ridotta capacità di espansione della cassa toracica nell’atto inspiratorio a causa della tensione generata sulla parete muscolare. E quindi della sua temporanea ridotta espansibilità. La conseguente scarsa ventilazione delle basi polmonari può portare a questo.
  3. Trombosi Venosa Profonda. La più pericolosa tra le complicazioni post-chirurgiche. Molto rara in chirurgia estetica ma possibile. Può essere associata a gonfiore importante delle gambe con infezione dei tessuti molli e febbre alta.
  4. Infezioni urinarie (da catetere vescicale). Avvengono appunto solo se si usa il catetere vescicale . Quindi molto raro in chirurgia estetica.

Pertanto, benché queste ultime siano rare evenienze, rappresentano pur sempre una situazione clinica che necessita di rapidi trattamenti farmacologici aggiuntivi. E spesso il ricovero in ospedale potrebbe essere necessario.

Ripeto, stiamo parlando di circostanze che difficilmente si verificano in chirurgia estetica. Sono infatti eccezioni che vengono ampiamente scongiurate mediante diverse precauzioni prese durante la chirurgia e nell’immediato periodo post operatorio. Ma è fondamentale che nel paziente vi sia la consapevolezza anche di questi aspetti in modo che la sua cooperazione nel seguire le regole di un perfetto post-operatorio sia totale.

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