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Addominoplastica con anestesia locale: ci sono effetti collaterali?

L’addominoplastica è una chirurgia che interessa un’ampia area del nostro corpo: dal torace al pube. Ne esistono sostanzialmente tre diverse varianti. La meno invasiva: la miniaddominoplastica focalizza sostanzialmente solo la parte che va dall’ombelico al pube. La versione classica copre tutta l’area addominale. L’ultima invece, la più invasiva, cosidetta ”Fleur de lis”, dà un contributo superiore anche alla silhouette laterale, ma a scapito di una cicatrice più ovvia. Ovviamente vi è una precisa indicazione per ognuna. Se vuoi saperne di più ti consiglio di leggere anche Addominoplastica: mini o regolare, chi decide veramente?
Visto che siamo nella zona giusta, terrei qui a fare una puntualizzazione. Troppo spesso addominoplastica e liposuzione vengono confuse, sebbene siano due chirurgie profondamente diverse. La prima, di cui ci stiamo occupando nell’articolo, è risolutiva per coloro che hanno avuto forti dimagrimenti o per le donne che hanno partorito. Situazioni che creano un’eccesso di pelle, a volte molto importante.
La liposuzione dell’addome invece trova la sua indicazione quando vi è un accumulo importante di tessuto adiposo. E’ però necessario che la pelle abbia una buona tonicità altrimenti la liposuzione genererebbe a sua volta un eccesso di pelle. Quindi una situazione che deve essere valutata attentamente assieme al chirurgo.
I miglioramenti offerti dall’addominoplastica al paziente in termini estetici e funzionali sono significativi. Essi hanno però un costo per taluni piuttosto alto da accettare: le cicatrici. Si va da una cicatrice corta orizzontale posta nella parte bassa dell’addome per la versione “mini”, a una più lunga e con una componente inframbelicale nell’addominoplastica tradizionale, sino alla così detta cicatrice a T invertita nella versione più estesa. Quest’ultima viene eseguita solo per casi estremi di chirurgia post-obesità.
Un altro aspetto che reputo importante per una ripresa più rapida dei movimenti è il mancato uso dei drenaggi. I quali sono sicuramente un impiccio nelle prime 24 ore quando invece è importante che il paziente si alzi e muova con frequenza crescente. E’ questa la chiave per una ripresa più rapida.
Sappiamo infatti che quello che caratterizza in negativo l’addominoplastica è il recupero post-operatorio. Tra le varie chirurgie estetiche è sicuramente quella in cui questa fase può essere più lenta. Principalmente per via della forte tensione che si crea nell’addome dopo avere rimosso l’eccesso cutaneo e che rende difficoltosi i movimenti. Nondimeno contribuisce a questo anche la sutura dei muscoli retti dell’addome in caso di loro diastasi (allargamento), tipica del post parto.
In genere tale intervento è accompagnato, soprattutto per queste difficoltà delle prime ore, da una degenza notturna. E viene svolto tipicamente in anestesia generale.
Tuttavia in questo articolo vorrei spiegare come questa non sia l’unica soluzione possibile. Benchè da me seguita in alcuni casi. Ma certo non per tutti.
E’ infatti assolutamente fattibile anche eseguire l’addominoplastica in anestesia loco-regionale accompagnata dalla sedazione profonda. Quindi no ad intubazione ma risveglio rapidissimo e senza gli effetti colletarali di una anestesia generale che duri un paio di ore o più. Questo vuol dire che il paziente riesce a sedersi prima ed a muoversi già entro un paio di ore. Ho appena menzionato sopra quanto questo sia importante per un recupero rapido. Oltre che rappresentare un fattore a favore della riduzione dei rischi di trombosi venosa profonda che tale chirurgia reca con sé, in percentuale superiore alle altre chirurgie estetiche.
Tutto questo è reso possibile da due fattori congiunti.
Il primo è che la mancanza di dolore durante l’intervento che è assicurato non dalla sedazione in sé, ma dall’anestesia loco-regionale eseguita dal chirurgo una volta che il paziente è sedato. Questa anestesia locale copre il periodo dell’intervento (un paio d’ore) ma anche le 5-6 ore post intervento. Che sono le ore di dolore post chirurgico più acuto.
Per il paziente non c’è nulla di più negativo e paralizzante, fisicamente e mentalmente, che svegliarsi dall’anestesia generale con dolori molto sostenuti. La conseguenza di questo è che grosse quantità di forti antidolorifici sono necessarie. Il ricorso a dosi a volte importanti di oppioidi è quasi sempre inevitabile. Gli effetti collaterali dei quali (tipicamente nausea, vomito, sonnolenza ed intontimento) devono poi essere smaltiti. Il tutto all’insegna di un recupero ancora più lento.
Passare invece le prime due-tre ore tranquilli, senza dolori rilevanti ed incominciare a muoversi da subito ha un valore inestimabile sul recupero e lo stato mentale del paziente. Il tutto viene poi mantenuto nelle ore e giorni successivi con una terapia analgesica per via orale.
L’altro fattore è l’approccio mentale del paziente. Ci deve essere la ferma volontà e determinazione a volere camminare e muoversi il prima possibile. Si deve volere recuperare in fretta. Si deve desiderare andare a casa il giorno stesso dell’intervento. Insomma, subire passivamente le ore dopo l’intervento non aiuta questo rapido recupero e la eventuale dimissione in giornata. Che nelle giuste condizioni e con la adeguata preparazione mentale del paziente è sicuramente possibile.
Questo ultimo concetto vale ovviamente per tutte le chirurgie ma è ancora più importante per un intervento di tale entità.
Quindi, riassumendo e dando una risposta al quesito iniziale, l’addominoplastica svolta in anestesia locale (con sedazione) ha sicuramente degli effetti collaterali.
Il primo e più importante è lo svegliarsi con un aspetto decisamente meno sofferente e quindi senza avere bisogno di dosi importanti di oppioidi. I quali danno un decente contributo ad un lento recupero per via, a loro volta, degli effetti collaterali che recano con sè.
Come immediata conseguenza il paziente tende ad alzarsi ed iniziare a camminare già entro le prime due ore. Quindi si ha una rapida mobilizzazione dalla quale scaturiscono due importanti benefici: in primis si riduce la possibilità di trombosi venose profonde, la complicanza che più di tutte è da scongiurare dopo qualsiasi intervento. Secondariamente, siccome la tensione a livello cutaneo e della parete muscolare è meno percepibile, si riesce a respirare meglio e più profondamente da subito. Fondamentale questo per contribuire a ridurre le infezioni polmonari post intervento. Favorite da una mancata piena espansione della cassa toracica nell’atto respiratorio con adeguata ventilazione delle basi polmonari.
In ultimo, è sicuramente possibile la dimissione in giornata. Che richiede però la volontà e cooperazione del paziente nel seguire le non difficili istruzioni post-operatorie, possibilmente rese più agevoli dalla presenza di una seconda persona a casa.
Insomma, un modo diverso per affrontare l’addominoplastica, magari non per tutti ma sicuramente possibile.

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